L’artigianato del legno negli utensili da cucina

Dai piccoli laboratori allestiti dai contadini nelle stalle nascevano nei secoli scorsi semplici oggetti in legno di uso quotidiano nella cucina della casa mezzadrile. Alla base di questo lavoro quotidiano una grande conoscenza della tecnica e della materia prima.

Molto spesso l’utensileria nasceva dal legno povero di scarto, e nonostante questo si sfruttavano al meglio le caratteristiche di ogni tipo di legno per produrre tipologie specifiche di oggetti.

Ecco quindi che nella preparazione della pasta in casa entrano in ballo una serie di utensili particolari, tutti in legno. Si parte dalla tavola e il matterello per stendere la sfoglia e si arriva ai taglieri specifici per ricavare vari formati di pasta semplice e ripiena.

Il tagliere da tagliatelle era una stretta tavola in legno che si incassava sul tavolo da cucina grazie ad un dente, in modo da essere mantenuta ferma mentre si lavorava. Su un tagliere più grande si realizzavano gli altri formati, utilizzando vari strumenti, come quello per i ravioli, matterello con particolari scanalature.

Dalla preparazione alla cottura della pasta: anche lo scolapasta era in legno, per la struttura il pero, e rami di vimine per la parte curva.

Dalla pasta alla polenta. Qui la classica spianatoia la fa da padrone, nonostante molto spesso il tavolo da mensa fosse il piano su cui la polenta veniva stesa e dal quale si attingeva con il cucchiaio.

Anche per preparare il pane si utilizzavano strumenti in legno, come la tavola per far riposare la massa e la pala per infornare.

Nella preparazione dei cibi, si trova il battilardo, tavola in legno di quercia molto resistente e spessa, utilizzata per tritare il lardo ma anche i vari odori con i quali insaporire il battuto. E poi il tagliere, sempre in legno di quercia, per pane, salumi e formaggi, e il portauovo, utilizzato per contenere e gustare l’uovo alla coque. E ancora il classico mortaio in legno con pestello, lavorati al tornio, e principalmente usati per pestare il sale grosso, conservato nella saliera.

Altri accessori erano quelli legati meno direttamente alla preparazione dei cibi, ma sempre presenti nella cucina, come l’appendi-stoviglie, il porta-coperchi e lo scolapiatti a muro; sottopentola, cucchiai, mestoli e forchettoni, appesi alle pareti, scodelle, piatti e recipienti.

Alcuni oggetti in legno oggi sicuramente poco consueti erano il pettine per la raccolta dei fiori di camomilla e il calibro per uovo, o anche i timbri per il pane. Il primo era un semplice oggetto con un pettine ad un’estremità per recidere i fiori di camomilla, e un piccolo vano all’altra estremità, per raccogliere gli stessi fiori. E poi il calibro per l’uovo, utilizzato dai contadini per misurare le uova, classificarle e venderle al mercato. Infine i timbri per il pane, per segnare e distinguere le pagnotte cotte dalle diverse famiglie nel forno del paese.

Laura Ricci