La carta de “I Ragazzi del Mare” di Pedaso

I Ragazzi del Mare della Scuola Media di Pedaso, li trovi lì, da oltre vent’anni, in quelle pagine non rilegate del tempo, negli spazi dei sogni che si concretizzano. Alcuni li vedi intenti a frullare materie naturali che si scompongono, altri li vedi mestare nel tino, immergere piccole reti che una volta riemerse trattengono quella sostanza polposa, che tanto più si assottiglia quanto più l’acqua ne defluisce.

Con gesti adeguati alcuni depongono i fogli neonati su piccoli teli, altri li stendono ad asciugare, altri ancora si apprestano su laminette metalliche inchiostrate, che passate sotto la pressa, trasferiscono, volta per volta, manualmente, i loro messaggi sul foglio di carta. In questo grato daffare non vedi ansia, né affanno, né ritrosia per la loro fatica: i ragazzi del mare conoscono la costanza della risacca, la lieve carezza dell’onda, il sedimentarsi pacato della rena sottile.

Molti di loro sono cresciuti, insieme al loro insegnante Gilberto Carboni, hanno scritto nuove pagine sui loro diari, ma li vedi tornare ogni anno nel loro “cantuccio”, dove i compagni sono soliti ospitare le opere degli amici più grandi che li vanno a trovare.

Utilizzano i caratteri mobili delle vecchie macchine tipografiche che hanno raccolto nel loro museo, sperimentano le tecniche artistiche di stampa. I nostri ragazzi, traggono dalle alghe, dalle ginestre, dalle paglie di cereali e da quant’altro l’immaginazione concreta suggerisce loro, le carte sufficienti per poche centinaia di libricini tirati a mano, vi stampano poesie, come quelle di Mario Luzi, Acruto Vitali, Vladimiro Rinaldi, le riflessioni poetiche di Tonino Guerra, le opere grafiche di Arnoldo Ciarrocchi, Renato Bruscaglia, Fausto Luzi, Livio Meconi.

E per ognuno ricercano una carta particolare, dalle tonalità cangianti, un colore pastello ottenuto con quelle piantine che ti suggeriscono un’emozione, una trasparenza, come quella delle filigrane che pazientemente modellano sui loro telai.

Germano Vitelli