La tradizione calzaturiera picena

L’attività calzaturiera odierna affonda le proprie radici in un artigianato consolidato da secoli d’esercizio.

L’arte della calzoleria è sicuramente la più diffusa tra le attività praticate nei comuni piceni e contende alla sartoria il primato del numero di addetti. Durante la metà dell’Ottocento diventa in assoluto la principale attività artigiana e industriale della provincia.

Non esiste centro, anche piccolo, che non abbia avuto i suoi quattro o cinque calzolai occupati nel produrre stivali, scarpe e zoccoli. Ai calzolai si affiancavano i “ciavattini”, concentrati sulle riparazioni delle scarpe.

Tra le due categorie esisteva un notevole dislivello socio-economico: i calzolai, infatti, almeno fino alle soglie dell’Ottocento, seppure non benestanti, erano economicamente in grado di approvvigionare materie prime che, trasformate in calzature, consentivano loro di ricostituire il capitale iniziale sotto forma di moneta o di generi di prima necessità, sulla base della diffusa pratica dello scambio tra opera manifatturiera e prodotti della terra che caratterizzava i rapporti economici tra artigiani e contadini.

L’“Inchiesta sulle condizioni industriali della provincia di Ascoli Piceno” del 1892 descrive l’attività calzaturiera della provincia come occupante 594 operai. Nel corso del Novecento, pur rimanendo ancorata a modelli produttivi artigianali, specialmente per le dimensioni aziendali e alcuni aspetti dei processi di lavorazione, l’attività calzaturiera picena si avvia lungo percorsi nuovi che la avvicinano all’industria: una “industria di artigiani” che porta avanti un significativo processo di adattamento produttivo.

Partendo da basi tradizionalmente artigianali, tramite specializzazioni e qualificazioni imprenditoriali, si giunge all’odierna industria calzaturiera che ha i suoi maggiori centri di sviluppo nei comuni di Monte San Giusto, Civitanova Marche e Porto Civitanova e che, integrandosi con l’industria dei centri dell’Alto Ascolano, dà vita al celebre “distretto calzaturiero marchigiano”, uno dei comparti più importanti dell’economia regionale.