Marmo scagliola: rivive nel Piceno l’antica fantasia decorativa

La tecnica del marmo scagliola ha origine dall’obiettivo di riprodurre tonalità e venature del marmo attraverso colorazioni e lucidature di stucco e gesso.

Il gesso utilizzato per il marmo scagliola è molto fine e a presa rapida, e si ottiene da un minerale, la selenite (pietra da gesso), reperibile in natura sottoforma di scaglie. Al gesso si aggiungono pigmenti naturali, ottenendo gli stucchi colorati. Con l’indurimento e la lucidatura di gessi e stucchi, possono essere riprodotte fantasiose combinazioni di marmi e pietre dure.

Si utilizza una scagliola di consistenza molto dura, e calpestabile. È possibile infatti realizzarvi anche inserti e greche su pavimentazioni, oltre alla decorazione di piani per tavoli, porte, cornici, mobili.

Combinando polvere di gesso e acqua, si crea un composto fluido, da utilizzare come sfondo. Per creare gli stucchi colorati, all’impasto ancora morbido vengono aggiunti i pigmenti, realizzando tutte le tonalità di colore necessarie. Su un tavolo vibrante viene steso il composto di scagliola per il fondo.

Una volta fatto indurire il fondo, si procede con l’inserimento delle parti colorate. Con l’aiuto di sagome, disegnate e ritagliate su cartone o compensato, si ritagliano i vari pezzi e s’incastrano fino a delineare l’immagine, con una tecnica simile a quella dell’intarsio.

Le parti vengono quindi incollate con diversi materiali secondo il piano su cui la decorazione in marmo scagliola va applicata.