Omicidio di Pamela, anticipato l’interrogatorio di Oseghale

Innocent Oseghale

 

Anticipato a giovedì l’interrogatorio di Innocent Oseghale, il nigeriano accusato dell’omicidio di Pamela Mastropietro. Il 29enne comparirà davanti al giudice nel carcere di Ascoli, dove si trova. È stato lui stesso a chiedere al giudice di essere sentito dopo che si sono concluse le indagini della procura sul delitto della 18enne d’origine romana (uccisa lo scorso 30 gennaio nella casa di Oseghale, al civico 124 di via Spalato, a Macerata). Una decisione che è stata presa dal nigeriano che sin qui ha già dato diverse versioni di ciò che era accaduto quel giorno. Nell’ultima ha detto che la ragazza si era sentita male dopo aver assunto droga, che l’aveva fatta sdraiare sul letto e che poi era uscito di casa lasciandola con Desmond Lucky (pure lui indagato per l’omicidio, in seguito le contestazioni della procura sono cadute). Oseghale è assistito dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi.

La panchina dedicata a Pamela a Roma

Sull’interrogatorio di Oseghale interviene anche la famiglia di Pamela Mastropietro con un comunicato. «Sulla richiesta di interrogatorio avanzata da Oseghale, preferiamo riservarci ogni commento all’esito dello stesso – si legge nel comunicato –. Da quanto appreso dai media in questi mesi, diverse volte abbiamo assistito a piroette difensive dell’attuale indagato che sono risultate spesso, tra silenzi e versioni tra di loro anche contrastanti, al limite dell’offesa all’intelligenza umana. Il fatto che la procura, dopo cinque mesi di indagine, abbia deciso – sempre a quanto risulta dalla stampa – di tirare fuori dall’indagine gli altri due indagati, ci allarma molto, e speriamo che sia stato fatto dopo aver considerato tutte le ipotesi alternative alla mancanza di loro tracce nella casa o all’incompatibilità delle celle telefoniche (che si evincerebbero dagli accertamenti tecnici) con una loro presenza lì, negli orari in cui si sarebbe compiuto il macabro film dell’orrore. Non che uno voglia a tutti costi mettere delle persone in un luogo, quando magari non c’erano, ma allora, come abbiamo più volte detto, o l’attuale indagato ha fatto tutto da solo (e la cosa crediamo che sia lecito ritenerla altamente improbabile), oppure chi l’ha aiutato è ancora a piede libero, e sicuramente, ormai, scappato chissà dove. Con grave rischio, nel caso, per la popolazione del luogo in cui si possa ora trovare. Aspetteremo gli sviluppi».