Caso Whirlpool, Acquaroli (Fdi) chiede la Zona economica speciale (Video)

di Maria Neria Galiè

C’è un ponte ormai tra Roma e Comunanza, sempre più solido, trafficato e che va in un’unica direzione: la salvaguardia dei posti di lavoro ed il rilancio dello stabilimento Whirlpool piceno e del suo indotto, da cui dipende l’economia di buona parte dell’entroterra marchigiano. Roma, mercoledì 18 luglio, al cospetto del Ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, che ha riunito la Camera per riferire sullo stato di crisi delle aziende italiane, ha preso la parola l’onorevole Francesco Acquaroli, ex sindaco di Potenza Picena, eletto nel collegio Marche sud per la lista Fratelli d’Italia.

Francesco Acquaroli

«Oggi ci viene data l’opportunità di trattare un argomento che ha priorità assoluta perché riguarda l’industria ed il lavoro», esordisce il deputato continuando con un breve ma lucido esame sul perché sempre più aziende in Italia sono in difficoltà. Non solo delocalizzazione. L’accesso al credito non facilita l’espansione dei mercati. Le infrastrutture sono accora arretrate. La burocrazia limita la competitività. La pressione fiscale è un’altra nota dolente per gli imprenditori di casa nostra. «Elementi che ci devono far riflettere. Servono incentivi, per la riconversione verso prodotti in cui non temiamo concorrenza, e per chi rimane in Italia e qui dà sostegno al lavoro ed all’economia», dice ancora per poi evidenziare che le politiche industriali, se «lasciate alle autonomie delle singole Regioni, contrastano con l’interesse nazionale».

Luigi Di Maio alla Camera

Infine affonda sullo scottante tema Whirlpool: «Ci sono aziende in crisi perenne, altre che potrebbero arrivarci se non si interviene con tempestività e non soltanto per affrontare l’emergenza. Bisogna guardare ad una strategia futura per la creazione di una politica industriale ed economica efficace. La Whirlpool ha acquistato un marchio ed una fetta di mercato che oggi è titolare del destino di tanti cittadini marchigiani, in particolare residenti in una zona interna terremotata e già area di crisi industriale complessa. Le chiediamo, Ministro, di intervenire per questo territorio e tutto il cratere con l’istituzione delle Zes, Zone economiche speciali. Abbiamo i requisiti e le caratteristiche per poterlo fare. Se la vostra sfida è quella di difendere l’economia reale, occorre un dibattito vero ed un’apertura concreta, non l’intransigenza dimostrata in merito al dibattito sul decreto terremoto. A queste condizioni ci saremo. Altrimenti no». Si sente chiara la voce del presidente della Camera Roberto Fico che invita Acquaroli ad andare verso la conclusione: sono terminati i cinque minuti a disposizione per ciascun relatore. Un tempo sufficiente però per attirare l’attenzione del ministro Di Maio il quale, assicura l’onorevole, ha ascoltato con interesse e, a tratti, annuito.