Le pagelle della notturna E ora sotto con l’edizione numero 88 di domenica 5 agosto

Porta Tufilla festeggia al Campo dei Giochi la conquista del Palio (Foto Andrea Vagnoni)

di Andrea Ferretti

La 22esima edizione notturna è alle spalle. Ora si guarda alla prossima del 5 agosto, Giostra numero 88 del 64° anno di Quintana. Proviamo a dare i voti relativi al 14 luglio prima di riporla in archivio.

Massimo Gubbini

MASSIMO GUBBINI voto 9 – Il cavaliere di Porta Tufilla ha confermato di essere tra i migliori specialisti in circolazione. Nonostante una penalità nella prima tornata, ha girato sempre con tempi notevoli e grande precisione al bersaglio vincendo con 22 punti di vantaggio. Quasi quasi, poteva permettersi un 80.

LUCA INNOCENZI voto 8 – Il cavaliere di Porta Solestà, se non ci fosse stato Gubbini, avrebbe vinto la sua 12esima Quintana a mani basse. Ma quello scuotimento del capo dopo l’ultima tornata (quasi a dire “ce l’ho messa tutta ma non ce l’ho fatta”) mentre andava incontro ai fratelli Gino e Attilio Lattanzi ha anticipato di un minuto e mezzo la vittoria del suo concittadino folignate.

ENRICO GIUSTI voto 7 – Il cavaliere di Sant’Emidio a 43 anni ha dimostrato di essere affidabile mettendo in mostra grande classe. Visto che per il 5 agosto già scalpita Riccardo Raponi, potrebbe essere stata la sua ultima Quintana, ma merita una riconferma solo per il fatto che Sant’Emidio ha rischiato di vincere il Palio nel caso Gubbini e Innocenzi avessero commesso qualche errore nello sprint senza fiato che ha chiuso la Giostra.

FABIO PICCHIONI voto 6 – Il cavaliere di Porta Romana si era preparato per giostrare su Padania Felix che si è però “bloccata” alle visite pre gara, a trentasei ore dal pronti e via. L’alibi ci sta, ma ci stanno pure una penalità (peraltro come i due big) e tempi alti che l’hanno messo out dopo la prima tornata.

MATTIA ZANNORI voto 6 – Al cavaliere di Porta Maggiore una sufficienza di stima. Un ragazzo, alla sua terza Quintana, che ha le potenzialità (finora inespresse) per poter diventare un protagonista della Giostra. L’unico errore, in questo caso, potrebbe commetterlo il Sestiere semmai dovesse decidere – dal prossimo anno – di ricominciare da capo.

NICHOLAS LIONETTI voto 6 – Per il cavaliere della Piazzarola vale lo stesso discorso di Zannori. Lui, dalla sua, ha però cinque anni di meno e due Quintane in più sulle spalle. Ha montato, unico a farlo, un mezzosangue, aprendo una strada che in molti potrebbero seguire nell’immediato futuro per scongiurare il rischio di un eventuale improvviso “stop” governativo sull’utilizzo dei purosangue.

I capitani di Sant’Emidio (Foto Vagnoni)

IL CORTEO voto 5 – Bello e imponente se non guardi i dettagli. Ma questi ultimi sono determinanti e a farli sono le persone, e cioè i figuranti. Molte delle quali hanno sfilato solo perché quel giorno non avevano altro da fare. E’ impensabile l’utilizzo di 1.200 coordinatori di corteo, uno per ogni figurante. Prima bisognerebbe infatti trovare 1.200 coordinatori che non fanno la Quintana solo perchè hanno rinunciato a una giornata di mare. A giorni fioccheranno le multe da parte della “consulta storica”, i cui componenti saranno costretti a calarsi nei panni di Tomas de Torquemada, il grande inquisitore dell’Inquisizione spagnola. Ma non è normale che ogni volta si debba ricorrere a questo. Partecipare alla Quintana, va ricordato, non è obbligatorio.

Il momento in cui la dama lega il fazzoletto sulla lancia del proprio cavaliere (Foto Vagnoni)

IL CAMPO voto 7 – Sono stati ridotti i tempi cosiddetti morti durante e dopo l’assestamento al Campo dei Giochi. Nel cerimoniale si è sentita la mancanza del saluto dei figuranti davanti alle autorità (quelle quintanare s’intende), ma a questo si potrà ovviare. Ha funzionato bene il servizio d’ordine sia dei vigilantes che degli addetti in costume. Così come la postazione di soccorso, dove si è recata solo la dama di Porta Solestà che si è ferita i piedi per una scelta sbagliata delle calzature. Ottima la pista, dove la nuova sabbia ha funzionato al punto tale che non si sente più nemmeno il rumore degli zoccoli dei cavalli lanciati al galoppo. Con l’attuale apertura concessa allo scudo del Moro e con l’attuale fondo, chissà cosa direbbero i cavalieri che in passato su quell’otto hanno sacrificato cavalli e polsi a volontà. Con le attuali condizioni Marcello Formica, Paolo Giusti, Angelo De Angelis, Gianfranco Ricci, Pierpaolo Placci, Massimo Montefiori, Paolo Margasini, Gianni Vignoli – e mettiamoci pure i più recenti Luca Veneri e Emanuele Capriotti – avrebbero perso il conto dei Palii vinti.

Luca Innocenzi (Porta Solestà)

Enrico Giusti (Sant’Emidio)

Fabio Picchioni (Porta Romana)

Mattia Zannori (Porta Maggiore)

Nicholas Lionetti (Piazzarola)