Sanità, è battaglia per la difesa del “Mazzoni” Renzi primario del Pronto Soccorso, manca soltanto la nomina

L’ingresso dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (Foto Vagnoni)

di Franco De Marco

Una proposta di legge regionale ad iniziativa popolare per istituire anche nelle Marche Sud un’Azienda ospedaliera come a Pesaro e ad Ancona. E una grande manifestazione pubblica a metà settembre. Sono le due nuove iniziative della battaglia sulla sanità che il “Comitato difesa ospedale di Ascoli”, guidato dal sindaco Guido Castelli con al fianco i leader della sua maggioranza di centrodestra all’Arengo, si prepara a mettere in campo a breve dopo il periodo feriale.

Per la sanità ascolana, quella quotidiana,  intanto, c’è anche una notizia confortante: l’imminente entrata in servizio, come primario del Pronto Soccorso dell’ospedale “Mazzoni”, del dottor Gianfilippo Renzi che è risultato primo nella graduatoria dopo l’espletamento del concorso. Sono infatti trascorsi i previsti quindici giorni senza che sia stato presentato alcun ricorso avverso la graduatoria. A questo punto, dunque, manca solamente la firma del decreto di nomina da parte del direttore dell’Area Vasta 5 Giulietta Capocasa. Questione di giorni o di ore. Il dottor Gianfilippo Renzi, attuale facente funzioni di primario, per 22 anni vice dello “storico” Massimo Loria andato in pensione,  offre le più ampie garanzie di professionalità e di esperienza. Gli animatori del “Comitato difesa ospedale di Ascoli” nella prossima settimana faranno il punto della mobilitazione  che sa tanto di campagna elettorale in vista delle comunali del 2019 e, soprattutto, delle regionali del 2020 quando Castelli potrebbe essere il candidato presidente.

Non solo dunque raccolta di firme, manifesti, presidi e inondazione di messaggi sui social. Il Comitato è deciso a contrastare con tutti i mezzi la decisione della giunta regionale, approvata dalla maggioranza dei sindaci della Conferenza dell’Area Vasta 5, di realizzare un nuovo ospedale unico per acuti lungo la vallata del Tronto a Spinetoli e di destinare ad altre funzioni post acuzie le vecchie strutture di Ascoli e San Benedetto. Si pensa, come detto, ad una proposta di legge regionale ad iniziativa popolare sulla quale dovrebbero convergere anche i consiglieri regionali di centrodestra.

“Vogliamo cancellare la decisione del presidente della Regione Luca Ceriscioli – afferma Castelli in un post facendo il punto sulla mobilitazione in atto –  tesa ad eliminare il nostro ospedale. Abbiamo costituito un comitato civico che sta raccogliendo centinaia di firme. Abbiamo dato vita ad una campagna di affissioni per descrivere con esattezza quanto sia brutale l’intervento del Partito Democratico. Stanno mettendo a repentaglio il diritto alla salute dei nostri concittadini. L’ospedale di Spinetoli, quello che dovrebbe sintetizzare gli ospedali di Ascoli e di San Benedetto, sarà in realtà privo di quelle caratteristiche minime che potevano far assomigliare questa soluzione a quella dell’Azienda ospedaliera. Noi abbiamo sempre sostenuto che l’unica condizione che poteva giustificare l’ospedale unico fra Ascoli e San Benedetto era la creazione di un’Azienda ospedaliera unica garanzia organizzativa per avere autonomia e certezza di risorse, personale e prestazioni di alta eccellenza. Ebbene l’ospedale di Spinetoli non è neanche una lontana parvenza dell’Azienda ospedaliera tanto è vero che alcune prestazioni fondamentali sarebbero ridotte e degradate a mera attività ambulatoriale. Mi riferisco alla Ematologia, alla Radiologia interventistica, alla Emodinamica e addirittura al servizio di Nefrologia e Dialisi che diventerebbe solo ambulatoriale. Una follia”.