Fenati, condanna unanime Rossi: «Non siamo riusciti a gestirlo» Crutchlow: «Mai più su una moto»

Fenati, di spalle, e Rossi ai tempi della Sky Racing

di Luca Capponi 

Fenati stavolta l’ha fatta grossa. Su questo sembrano essere tutti d’accordo. Un coro unanime nei confronti del giovane pilota ascolano. Parole anche dure, che se da una parte non stupiscono, dall’altra meravigliano perché, nel caso di gran parte dei tifosi, arrivano da chi l’ha sempre difeso. Nonostante il suo curriculum di “bravate” fosse già corposo prima del fattaccio avvenuto sul circuito di Misano (leggi l’articolo). Stavolta, però, ha messo a repentaglio la vita di un suo collega pilota, Stefano Manzi. Certo, nessuno avrebbe potuto immaginare che il classe 1996 arrivasse a tanto. Neanche chi, è il caso del pluricampione Valentino Rossi, su di lui aveva scommesso in maniera decisa nel 2014, assoldandolo nel team Sky Racing Team VR46, da cui Fenati uscì nel 2016 per divergenze interne: «Il suo è stato un brutto gesto, come Academy in passato abbiamo puntato molto su di lui ma non siamo riusciti a gestirlo ed è stata una sconfitta», ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport. Più pesante il parere del pilota britannico Cal Crutchlow: «Credo che Fenati non debba più salire su una moto. Penso che il suo team avrebbe dovuto cacciarlo via a calci. Merita di essere espulso. Rischiamo già la nostra vita abbastanza, non c’è bisogno di questi gesti. Certo, prima c’era stato un contatto, ma nelle corse succede sempre e questo non lo giustifica».

Cal Crutchlow

Crutchlow si riferisce a quanto accaduto in precedenza con lo stesso Manzi, a cui è stato riconosciuto di aver guidato in maniera irresponsabile su una curva del tracciato, causando l’uscita di Fenati. Per questo il pilota del team Forward avrà una penalità di 6 posizioni sulla griglia del Gran Premio di Aragona del prossimo 23 settembre.
«Si tratta comunque di un brutto gesta da condannare. Lo sport è rispetto delle regole e dell’avversario. Con Romano abbiamo vissuto tanti momenti di gioia sportiva, mi auguro che possa trovare la giusta serenità per sistemare le cose» sono invece le parole dell’assessore allo sport Massimiliano Brugni, che segue e conosce Fenati sin dagli esordi.
Anche nella sua Ascoli la disapprovazione è totale. Pochissime, quasi zero, le voci che lo difendono in quei tribunali mediatici, a volte anche stucchevoli, che sono divenuti i social network. “Figuraccia anche per la città”, “Vergogna“, “Delusione” sono i commenti che tornano maggiormente, mentre nelle ultime ore è spuntato anche un gruppo Facebook “Io sto con Fenati, tocco involontario”, a cui evidentemente cadere da una moto che sfreccia a 250 chilometri orari deve sembrare uno scherzetto. Raffredda gli animi, invece, il manager del team Snipers Stefano Bedon, che parla di «fallo di reazione» e chiede di non “infierire” sui due piloti. Che l’anno prossimo saranno, destino, compagni di squadra. Nessun commento, ed è comprensibile, dal pilota ascolano Kevin Sabatucci, impegnato nel Campionato Italiano Velocità.
Nel frattempo Fenati è chiuso nel suo silenzio. La speranza è che questa storia gli serva per maturare, ammesso che ce ne sia ancora il tempo.