Whirlpool, i lavoratori con il fiato sospeso L’Ugl: «L’azienda scopra le carte»

Il premier Conti con i sindacalisti della Whirlpool

di Maria Nerina Galiè

Il 3 ottobre. Comunque vada, sarà una data che non dimenticheranno facilmente i lavoratori Whirlpool dei sei siti produttivi italiani. Con loro, i colleghi dello stabilimento di Comunanza e della filiera che su esso poggia, i rappresentanti sindacali ed i sindaci dell’entroterra piceno e fermano che tanto si sono adoperati per sensibilizzare amministratori regionali, parlamentari ed opinione pubblica sul rischio che corre l’intero territorio in caso di attuazione del piano industriale 2019-2021. Quel giorno alle 15, al cospetto del ministro Luigi Di Maio, si troveranno faccia a faccia l’amministratore delegato Whirlpool Davide Castiglioni, i sindacalisti delle segreterie nazionali e territoriali ed i presidenti delle Regioni per un incontro atteso da quasi 5 mesi. Per la delegazione del plant piceno l’intento è ormai chiaro: sovvertire le strategie aziendali riassunte nel contestatissimo piano per il prossimo triennio.  

Il 17 maggio. Di fronte ad un Governo “annoiato” e “moribondo” all’alba dell’esito delle politiche, Castiglioni annuncia che dal 2019 gli esuberi previsti per Comunanza saliranno a 131, contro i 65 attesi con paziente rassegnazione. Che i 60 milioni di investimenti, dedicati e non spesi tra il 2015 ed il 2018, si ridurranno a 14 milioni entro il 2021. Che l’obiettivo degli 800 mila pezzi all’anno, già considerato ai limiti della sopravvivenza per lo stabilimento, scenderà a 700 mila. Che Comunanza diventerà il polo delle lavasciuga, abdicando al prestigioso ruolo di “specialista” del top di gamma in favore del sito di Napoli. 

Il 6 luglio. Era la data stabilita a maggio per il successivo incontro al Mise. Quello definitivo nel quale si riponevano le aspettative di tutte le parti coinvolte in una vertenza che, in ragione di una mobilitazione senza pari, da locale è diventata nazionale. L’appuntamento è stato rinviato. Silenzio dal Governo fino ad oggi, quando è finalmente arrivata la convocazione per il 3 ottobre.

Alvaro Cesaroni

Nel frattempo, fin dalle prime ore successive alla cocente delusione del 17 maggio, le Rsu affiancate dalle rispettive segreterie provinciali si sono attivate trovando immediato e costruttivo appoggio da parte del sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni, primo tra tutti, seguito da 20 sindaci dei Comuni interessati dalla crisi occupazionale ed economica legata alla riduzione dello stabilimento piceno. Ad essi si sono uniti governatore, assessori e consiglieri della Regione Marche, il Commissario straordinario per la ricostruzione ed i parlamentari neo eletti di tutti gli schieramenti politici che, al timone o all’opposizione, hanno portato a Roma la voce di un fazzoletto di terra per niente disposto a ricevere un’altra mazzata dopo il terremoto del 2016. Lo stabilimento Whirlpool di Comunanza non è più soltanto una fabbrica che adesso dà lavoro a quasi 500 persone più l’indotto in un territorio geograficamente svantaggiato.

E’ diventata il simbolo della rinascita post sisma. “Che senso ha ricostruire le case, se chi è rimasto o tornerà non avrà più un lavoro”, aveva detto Cesaroni e molti gli avevano fatto eco. 

Da qui, riunione dopo riunione, ha preso corpo la controproposta da opporre al temuto piano dell’azienda e che trova d’accordo tutte le organizzazioni sindacali. Nel futuro di Comunanza non si dovrà parlare di esuberi né di alienare parte della produzione, tanto meno la lavatrice top di gamma Aqualtis. Anzi. Si dovrà puntare al rilancio dei volumi ed al ritorno alla piena occupazione con investimenti mirati all’innovazione tecnologica ed alla realizzazione del “Polo dell’asciugatura” con l’aggiunta delle lavasciuga polacche e delle asciugatrici slovacche. 

Francesco Armandi

Si riaccende dunque la speranza e se ne fa portavoce il sindaco Cesaroni, che vorrà essere al Mise insieme ad una delegazione di amministratori locali. Per l’incontro del 6 luglio aveva già in mano l’invito delle Rsu. Si augura che quanto fatto fino ad ora non cada nel vuoto e che portino frutto anche i contatti allacciati tra azienda e ministro.  

«E’ giunta l’ora – commenta Francesco Armandi, Rsu e segretario provinciale Ugl – che la Whirlpool metta sul tavolo le carte riguardanti il futuro dello stabilimento di Comunanza. Ci aspettiamo un incontro chiarificatore ed esaustivo perché i lavoratori, dopo mesi di attesa, lo meritano!». 

Caso Whirlpool, Di Maio convoca il Tavolo nazionale

Whirlpool, rientro amaro dalle ferie: meno lavoro per tutti e nessuna notizia dal Ministero