Sisma, 21 milioni per la ripresa Nel Piceno 0,5% in più di imprese attive

Brutti, Balloni e Passaretti

di Luca Capponi 

Un nuovo bando per sostenere la ripresa post sisma. E alcuni dati che fanno ben sperare il tessuto economico delle piccole imprese. A illustrare la situazione, che parla di un incremento dello 0,5% delle aziende attive nella provincia, è la Cna attraverso il presidente Luigi Passaretti, il direttore generale Francesco Balloni e Vincenzo Brutti della Società Regionale di Garanzia Marche. Numeri che messi così fanno ben sperare, quelli forniti del centro studi della confederazione: nei primi 9 mesi del 2018 il numero di imprese attive è salito a 21.096 rispetto alle 21.000 del 2017. E’ l’aumento più alto di tutte le province delle Marche, superiore alla media regionale che resta in rosso con un segno meno dello 0,8%.

«Ci sono ancora criticità, soprattutto a livello di occupazione, ma questi dati ci fanno comunque riporre fiducia nell’immediato futuro» commenta Passaretti. I numeri parlano di un trend positivo nel settore turistico (1,5% in più) e nelle costruzioni  (+0,7 %).
«Incrementi importantissimi, così come quello delle start up, segnali di ripresa che a breve avranno un altro fondamentale strumento che aspettavamo. -continua Balloni– Il bando di finanziamento della Regione, infatti, lo chiedevamo con forza da tempo, perché permette di crescere e investire grazie anche a una soglia di investimento minima di 20.000 euro».
Nello specifico il bando, che ancora non è stato ufficializzato, prevede una somma totale di 21.700.000 euro, ben il 62% delle risorse stanziate per le quattro regioni toccate dal sisma, e vedrà come soggetti beneficiari le imprese di qualsiasi settore iscritte al registro con una ovvero più unità produttive collocate nei comuni del cratere. Il costo complessivo del progetto ammesso alle agevolazioni dovrà essere compreso tra un minimo 20.000 euro ed un massimo 1.500.000 euro. L’entità dell’aiuto per le imprese sarà del 50% dei costi ritenuti ammissibili per una serie di spese che vanno dalla sistemazione del suolo aziendale ai beni materiali ammortizzabili funzionali al ciclo produttivo caratteristico dell’impresa.

«La cifra stanziata è davvero enorme per una sola regione, oltre a questo siamo contenti anche per il fatto che la microimpresa, parte fondamentale del nostro territorio, non sia stata tagliata fuori grazia a una soglia di accesso più bassa. -conclude Brutti- Non è ancora ufficiale, ma crediamo e speriamo che l’accesso ai fondi non sarà tarato in base alla velocità di richiesta ma in base ad una graduatoria che magari allungherà un po’ i tempi ma sarà imperniata sul merito».