Caos A14, Marrone (Autostrade): «Lavori più rapidi solo chiudendo un mese la corsia sud»

di Maria Nerina Galiè

Poco meno di 14 chilometri separano i caselli di Pedaso e Grottammare nel tratto piceno della A14. Ma sembrano tanti di più per gli sfortunati automobilisti che ogni giorno, o solo per godersi un week end fuori porta, sono costretti a percorrerli dalla sera del 23 agosto. Data ormai nota per l’incendio di un camion che ha distrutto la galleria Castello al chilometro 299,3. I lavori di ripristino dovevano terminare entro fine ottobre, i primi di novembre al massimo, aveva pronosticato l’ingegner Gianni Marrone, direttore VII Tronco di Società Autostrade (leggi qui l’ articolo del 7 settembre). Invece si protrarranno fino a gennaio. E’ lo stesso direttore a precisare la nuova scadenza, spiegando anche le fasi del complicato lavoro, il calendario delle aperture e chiusure della galleria “incriminata” e le misure previste per le festività natalizie e di fine anno. «L’incidente è stata una mazzata tra capo e collo – ha premesso – e che ha danneggiato in modo impattante 150 metri di tunnel, nel periodo di maggior transito». E di questo abbiamo ampiamento documentato. Ma i disagi continuano quando si pensava invece che tutto tornasse alla normalità. Solo ieri, giovedì 8 novembre, tra Pedaso e Grottammare si sono registrati 6 chilometri di coda in direzione sud (leggi qui articolo di ieri).
«Si, i lavori potevano terminare prima – ha ammesso – ma solo facendo un colpo di mano e chiudere la carreggiata sud per un mese consecutivo. Abbiamo scelto invece il male minore. Aprire e chiudere il tratto autostradale dove insite la galleria Castello in base ai volumi di traffico per creare meno disagi possibile agli utenti. Ma questo comporta, ogni volta, lo smontaggio del cantiere e la successiva ripresa, generando le cosiddette inerzie del lavoro». La chiusura della galleria, e quindi lo scambio di carreggiata con corsie alterne sulla nord, era prevista in un primo momento dal martedì al venerdì sera e tutte le notti. «E’ stato però necessario – ha spiegato il direttore – aprirla anche il venerdì per arginare il problema traffico. Quindi, un giorno in meno di lavoro alla settimana rispetto alla tabella di marcia». Ed un allungamento dei tempi per la fine delle opere, suddivise in tre momenti salienti.
«La prima fase – ha continuato l’ingegnere – se n’è andata tutta con la gestione dell’emergenza fino alla realizzazione del minitunnel all’interno della galleria che ha permesso, in pieno controesodo, il transito in carreggiata sud almeno per le auto». I mezzi pesanti erano costretti ad uscire dall’autostrada e utilizzare la Statale Adriatica, causando criticità a volte difficili da gestire. «La seconda fase – ha detto ancora – è stata caratterizzata dalla messa in sicurezza del punto danneggiato e l’innalzamento della struttura metallica per far passare anche i mezzi pesanti, sempre su una sola corsia. Solo a quel punto abbiamo potuto fare un sospiro di sollievo e proseguire con la terza ed ultima fase. E’ iniziata con i sondaggi in galleria che hanno portato, dall’analisi del grado di ammaloramento, alla redazione del progetto esecutivo. Quest’ultimo ha preso il via circa 10 giorni fa». E vedrà la sua ultimazione a fine gennaio, come detto. «Nel frattempo dal 20 dicembre circa al 7 gennaio – ha anticipato il responsabile del VII Tronco – abbiamo già previsto l’allargamento della tunnel interno alla galleria Castello che diventerà a doppia corsia per tutti i mezzi».
Ma anche dopo il ripristino della galleria Castello, il tratto autostradale sotto la direzione dell’ingegner Marrone sarà teatro di altri lavori «necessari in ragione della legge 264 del ’96 – ha precisato il direttore – e si tratta di opere volte alla salvaguardia della vita umana, come i sistemi antincendio e di ventilazione, nelle gallerie che superano i 500 metri di lunghezza». Gallerie che sono concentrate quasi tutte nel tratto piceno della A14.

Non c’è giorno feriale che tenga Sulla A14 si è sempre in coda