Ascoli sconfitto (2-3) dal Padova Ninkovic da solo non ce la fa Che delusione nel giorno più bello (Fotogallery)

Il gol di Brosco che ha dato l’illusione di poter riaprire la partita (Foto Edo)

di Andrea Ferretti

La festa era finita prima del fischio d’inizio. Poi, nell’intervallo c’è stata una “coda” con la (bellissima, complimenti a chi l’ha messa su) esibizione di sbandieratori e musici della Quintana. E’ ricominciato allora il secondo tempo. Tranne i tifosi del Padova, quasi tutti i 9.000 spettatori del “Del Duca” erano certi in cuor loro che la squadra di Vivarini si sarebbe ripresa giocando meglio rispetto alla seconda parte del primo tempo, tutta da dimenticare. E invece le cose si sono messe male, poi addirittura malissimo e alla fine la festa bianconera è diventata la festa del Padova e la festa di Foscarini che si presenta alla società che l’ha ingaggiato da pochissimi giorni con una vittoria quantomeno insperata.

Nell’Ascoli c’è un problema, inutile nasconderlo, quello del gol. Stavolta ha segnato Ngombo, è vero, ma senza Ninkovic la squadra naufragherebbe qualche metro dopo il cerchio di centrocampo. E’ rientrato Ardemagni, va bene, ma è palese la mancanza di un uomo-gol, uno di quelli che la buttano dentro, uno tipo Cacia. Se così fosse, per la mole di gioco prodotta e il pressing asfissiante, l’Ascoli sarebbe primo in classifica. Stavolta sulla strada dei bianconeri ci si è messo anche un portiere che ha conoisciuto al “Del Duca” un pomeriggio a dir poco stratosferico dicendo di no due volte a Ninkovic (chi sennò) e una volta ad Ardemagni, ancora abbastanza arrugginito, servito dal solito serbo che a volte, non ce ne vogliano i compagni e Vivarini, sembra giocare da solo.

Moduli speculari quelli di Vivarini e Foscarini che si affidano al 4-3-1-2. Il nuovo allenatore del Padova, rispetto alla gestione Bisoli, torna alla difesa a quattro e per Pinzi, finora accantonato, è la prima volta da titolare. Vivarini ripropone lo stesso undici che ha vinto a Benevento. Al 13’ il fendente di Frattesi fa capire subito che Perisan è in forma. Al 20′ il gol. Ninkovic fa tutto da solo a sinistra e trova solo Ngombo davanti alla porta: 1-0. Al 24′ Bonazzoli ci prova di testa, ma Perucchini c’è. Al 26′ il pareggio, sempre di testa e sempre dello stesso attaccante. Addae e Laverone sono a terra, a centrocampo, infortunati. Le proteste vanno in cielo, ma Ros convalida il gol. Al 28’ Perucchini ricaccia dall’incrocio la girata di testa di Capello, unico lampo del portiere che ha vissuto un pomeriggio non proprio brillante. A inizio ripresa (14′) Beretta si divora il gol che avrebbe forse cambiato le sorti dell’incontro: su centro di Ninkovic è solo davanti alla porta vuota ma calcia alto.

Trascorre meno di un minuto e a segnare è il Padova, con Capello il quale con un tuffo di testa (da applausi) pesca l’angolino dove Perucchini non può arrivare. Al 19’ Ninkovic fa tutto da solo, ma Perisan gli dice di no. Ancora i due al 27’ quando il portiere ricaccia dall’incorcio un gol che sembrava fatto. Al 31′ di nuovo Perisan sugli scudi, quando si immola in mezzo alle gambe di Ardemagni – pescato da Ninkovic – che poteva fare molto meglio. L’Ascoli si sbilancia e il Padova segna il terzo gol in contropiede, complice forse un’incertezza di Perucchini che resta a metà strada. Gara chiusa? No. Perchè la riapre Brosco, al terzo gol, di testa. L’assalto bianconero non porta a nulla. Finisce così. Finisce male.

ASCOLI (4-3-1-2): Perucchini; Laverone, Brosco, Valentini, D’Elia; Addae (25’st Cavion), Troiano, (1’st Casarini), Frattesi; Ninkovic; Ngombo, Beretta (21’st Ardemagni). A disposizione: Lanni, Bacci, Scevola, De Santis, Padella, Quaranta, Kupisz, Parlati, Ganz. Allenatore: Vivarini.

PADOVA (4-3-1-2): Perisan; Cappelletti, Capelli, Trevisan, Contessa; Broh, Pinzi (12’st Della Rocca), Mazzocco (42’st Belingheri); Minesso (26’st Clemenza); Capello, Bonazzoli. A disposizione: Favaro, Merelli, Serena, Ceccaroni, Guidone, Zambataro, Marcandella, Cisco, Chinellato. Allenatore: Foscarini.

Arbitro: Ros di Pordenone (assistenti Luciano e Margani, quarto ufficiale Massimi).

Reti: 20’pt Ngombo (A), 26’pt Bonazzoli (P), 15’st Capello (P), 34’st Mazzocco (P), 37’st Brosco (A).

Note: paganti 4.845 per un incasso di 43.381; abbonati 3.571, quota 23.971. Ammoniti: Ninkovic (A) per proteste; Brosco (A), Broh (P), Ardemagni (A), Capelli (A) per gioco falloso. Angoli 5-2 per l’Ascoli. Recuperi: 2’+5′.

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