Videosorveglianza della discordia alla Tod’s

Un’informativa affissa il 27 dicembre scorso alla bacheca dello stabilimento Tod’s di Comunanza sta rischiando di sollevare un polverone. Stavolta, sembra, per nulla. Il foglio recita che “il sistema di videosorveglianza è attivo 24 ore per 24, 7 giorni per 7, sia all’esterno che all’interno dello sito”.

La Tod’s di Comunanza

Immediata la contestazione della segreteria provinciale di Ascoli dell’Unione generale del lavoro (Ugl) che ritiene le telecamere interne “invasive della riservatezza dei lavoratori ed installate senza un percorso condiviso con la Rsu” si legge in una nota diffusa anche tra i lavoratori del plant comunanzese. “All’esterno del perimetro ed a tutela del patrimonio aziendale – scrivono i sindacalisti – delle persone e dei beni, ci può stare”. Invece la parte dell’informativa che indica la presenza del grande fratello all’interno, “con la planimetria degli ambienti e dei locali oggetto di trattamento – sottolineano – lascia trasparire una videosorveglianza invasiva nei reparti produttivi. E certamente questo non ci sta. La Tod’s – aggiungono – si è sottratta dal fare un percorso condiviso con la Rsu. Si è attivata direttamente con la Direzione territoriale del lavoro”.

Francesco Armandi e Pino Marucci dell’Ugl

Ma potrebbe, in questo caso, l’organizzazione sindacale sempre attenta ai problemi dei lavoratori aver preso una cantonata? Le telecamere interne sono lì dal 2015, montate per vigilare su materiali ed attrezzature soprattutto nelle ore in cui non è presente il personale. C’è stato un periodo in cui, durante la pausa pranzo, ignoti si divertivano a scarabocchiare i pellami con la penna ed in modo irreparabile.

Il piano per l’installazione dell’impianto di sicurezza interno, riferiscono fonti attendibili, è invece stato condiviso per prima cosa con i rappresentanti sindacali addetti alla sicurezza, alcuni dei quali non hanno firmato l’accordo e richiesto esplicitamente che l’iter autorizzativo passasse attraverso il Dtl. Così è stato fatto e, nel giro di due mesi, è arrivato il benestare da parte dell’ufficio competente che ha approvato il piano in quanto rispettoso delle regole imposte dallo statuto dei lavoratori. Come ad esempio l’esclusione dall’inquadratura delle postazioni fisse di lavoro e il divieto di utilizzo delle immagini per l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti.

m.n.g.