Cinesophia atto tre, chiusura col sold out

C’è spazio anche per la musica

Si è chiuso il sipario dello storico teatro Ventidio Basso sulla terza edizione di Cinesophia. L’ormai consolidato festival italiano sulla filosofia del cinema ha portato per due giorni al centro del dibattere il tema scelto quest’anno, vale a dire”Utopia e distopia” e gli omaggi ai grandi Bernardo Bertolucci e Stan Lee.
Un weekend, quello del 18 e 19 gennaio, che ha portato sì la consueta batteria di personaggi, filosofi, giornalisti e scrittori (con la sorpresa degli interventi del sindaco Guido Castelli e del vice Donatella Ferretti) ma anche soprattutto un pubblico fatto per la maggior parte di ragazzi, quelli delle scuole che hanno aderito alla due giorni valida come formazione anche per i docenti, grazie alla sinergia con l’Ufficio scolastico provinciale.

Ottimi risultati, dunque, per quanto organizzato dall’associazione Popsophia, occasione interessante per riflettere sulle caratteristiche delle società del futuro immaginate dalla letteratura, dal cinema e della televisione. «Siamo felicissimi del riscontro che Ascoli ci ha restituito -spiega il direttore artistico Lucrezia Ercoli – abbiamo riflettuto sul rapporto tra giustizia, potere e tecnologia che il tentativo utopico di realizzare una comunità perfetta ha trasformato nei peggiori incubi del presente grazie all’immaginazione cinematografica, da sempre una delle armi più potenti per rivendicare un futuro diverso, meno perfetto, ma più libero».

Il Ventidio Basso si gode Cinesophia

Tanti gli ospiti, la musica dal vivo e l’accurata selezione della migliore produzione cinematografica: appuntamenti multidisciplinari che hanno navigato dai tratti delle sognanti utopie della filosofia Disney al futuro indesiderabile tracciato a partire da Blade Runner fino a Black Mirror; dalle abilità sovrumane degli iconici personaggi portati alla ribalta dalle strisce a fumetti, dalle serie televisive e dai film come Spiderman e Daredevil, agli incubi distopici raccolti in un viaggio da “Metropolis” a “Il racconto dell’ancella”.

Il direttore artistico Lucrezia Ercoli