Nuova maturità, gli studenti si interrogano: «Tardivo cambiare a metà anno»

di Maria Nerina Galiè 

Gli studenti che frequentano quest’anno il quinto superiore dovranno affrontare un esame tutto nuovo. Cosa ne pensano i ragazzi di casa nostra, chiamati tra pochi mesi ad essere protagonisti del cambiamento? Dalle loro risposte più che sensate, sono emersi due dati. Intanto la rapidità con cui hanno cercato, trovandoli, i lati positivi dopo un comprensibile sconcerto iniziale. Il secondo, diretta conseguenza del primo, sta nella maturità di cui hanno già dato prova.

Fabiola Macchia

Le modifiche, annunciate con decreto 769 del 26 novembre 2018 e sancite il 18 gennaio scorso con l’uscita ufficiale delle materie, riguardano sia gli scritti che l’orale. Il tema d’italiano, fissato per il 19 giugno, ad esempio, non avrà più il saggio breve. Ci saranno il tema argomentativo, di attualità e due tracce per l’analisi del testo. Multidisciplinare la seconda prova scritta, con collegamenti tra le materie. Il colloquio è una vera rivoluzione. Si dovranno dimostrare le competenze acquisite in tutte le discipline, partendo non più dalla tesina redatta dal candidato stesso, bensì da un canovaccio da scegliere a caso tra tre buste predisposte dai docenti. Il Miur comunque ha già diffuso degli esempi concreti per tutte le prove e disposto le date per le simulazioni che si svolgeranno in tutta Italia tra il 19 febbraio ed il 2 aprile.

Federico Amodeo

«La preparazione all’esame inizia dal terzo superiore – dice per tutti Fabiola Macchia, del liceo classico “Stabili” di Ascoli – adesso dobbiamo lavorare su basi diverse ed in soli quattro mesi. Sarebbe stato più giusto imporre il cambiamento a quelli che adesso sono in terzo. In ogni caso io non vedo l’ora di affrontare l’esame, vivere quell’emozione, mettermi alla prova e prepararmi al futuro».
«Un simile cambiamento ed a metà anno – commenta Federico Amodeo, sempre dello “Stabili”- ha spiazzato sia noi che i professori. Ci preoccupano un po’ le tre buste dell’orale diverse per ciascuno di noi. Siamo in 26. Impossibile prevedere cosa conterranno». Nella seconda prova scritta del classico ci saranno un testo in latino da tradurre ed uno in greco, già tradotto e che si ricollega al primo. In più domande di letteratura e grammatica. «Avremo sei ore e non più quattro. Quindi va bene. Vedo più penalizzante la scelta dei commissari esterni di matematica e inglese, materie nelle quali siamo meno competitivi che in altre».

Alice Guerrieri

«Ritengo che il secondo scritto offra maggiori possibilità di riuscita», dice Alice Guerrieri, pure del liceo classico ascolano. «La cosa peggiore che può capitare in una versione – spiega – è non capire il senso. In questo caso, siccome l’argomento è richiamato nel testo tradotto, sarà più facile imbroccarlo. Inoltre, le domande di letteratura e grammatica, daranno una ulteriore possibilità di fare bella figura anche a chi può avere difficoltà nel tradurre».

Chiara Celani

Tra gli argomenti oggetto del colloquio anche “Cittadinanza e Costituzione” ed alternanza scuola lavoro. La prima poco approfondita. «La seconda, in scuole come i licei, poco attinenti alle materie di studio» evidenzia Giulia Oresti, del liceo scientifico “Orsini”. «E’ cambiato in meglio – aggiunge – il sistema di assegnazione dei crediti di ammissione, che passando da 25 a 40 valorizzano di più l’intero percorso scolastico». Anche Chiara Celani frequenta lo scientifico e si è accorta subito che molti professori sono ora costretti ad un cambiamento di rotta improvviso nell’impostare la preparazione all’esame. «Mi chiedo come si svolgerà l’orale. Per fortuna – tiene però a sottolineare – abbiamo fatto corsi di approfondimento di matematica e fisica, entrambe nel secondo scritto».

Giulia Oresti

Fiammetta Sacconi, del liceo linguistico “Trebbiani” di Ascoli, evidenzia un problema che non riguarda la riforma, «la cui applicazione è ancora piena di incognite – riferisce – che però saranno chiarite a breve, anche grazie alle simulazioni. Per tre anni abbiamo lavorato per una prova che invece sarà completamente diversa, è vero. Ma non impossibile da fare se alla base c’è una buona preparazione». La questione è un’altra per lei ed i suoi compagni. Per il secondo scritto, accanto alla prima lingua, è uscita la terza. Non accadeva da sei anni. «Nel nostro caso è il tedesco che da 5 anni seguiamo in una pluriclasse da 40 studenti – lamenta – nonostante le numerose proteste e raccolte firme per la scissione». Le correzioni degli elaborati quest’anno saranno fatte su criteri stabiliti dal Ministero e uguali per tutti. «Ci preoccupa il fatto che non si potrà tener conto più di tanto della nostra situazione» conclude la studentessa.

Fiammetta Sacconi