Picchiata e segregata in casa: «Mi ha tirato contro l’urna funeraria della madre e il nostro cane»

«Si è ubriacato di prima mattina, tirandomi addosso qualsiasi cosa. Mi ha anche lanciato uno dei nostri cani e l’urna con le ceneri della madre morta». Sono le parole pronunciate questa mattina in tribunale da una 41enne anconetana, parte civile al processo che vede imputato il marito, arrestato dai Carabinieri lo scorso 3 gennaio, dopo che la donna era riuscita a barricarsi in casa dei genitori, a Sirolo (Ancona). Attualmente, all’uomo è stato imposto il divieto di avvicinamento alla coniuge e ai suoi familiari. Già una volta avrebbe sgarrato, rischiando l’inasprimento della misura.

«Ha iniziato ad aprirsi a ripetizione birre – ha detto la donna – bevendole a stomaco vuoto. Mi ha insultato, poi mi ha lanciato qualsiasi cosa era appoggiata sul tavolo. Mi ha detto che me ne dovevo andare portando via i nostri cani. Sono uscita in giardino, ma mi ha raggiunto dicendomi che se non fossi tornata indietro mi avrebbe scannato. Aveva in mano un coltello». La donna, secondo quanto raccontato, sarebbe stata presa e lanciata in giardino, atterrando sulla cuccia dei cani. «Mi ha poi trascinato per i piedi, portandomi fino in camera da letto. Mi ha chiuso a chiave dentro. Dopo un po’ sono riuscita ad uscire dalla finestra e a correre verso il cancello. Anche questa volta sono stata ripresa».

Tornata a casa, è riuscita a chiamare i genitori. «È venuta a prendermi mia madre e mi ha portato nel suo appartamento. Mio marito è arrivato anche qui». Aveva cercato di sfondare la porta con calci e pugni fino all’arrivo dei Carabinieri. Due erano stati feriti per tentare di calmarlo. Qualche giorno fa, due amare sorprese per la 41enne: il conto corrente in comune con il marito svuotato e la casa senza più luce e gas. «Ha strappato il contratto. Ora vivo con la paura, giro con lo spray al peperoncino». Processo rinviato al 9 aprile.