Maglia dell’Ascoli, Quintana e tante iniziative Il 2019 è l’anno del grande Cecco «La Segnatura può annullare la scomunica»

Cecco ha avuto (anche) il merito di unire tante componenti cittadine

di Luca Capponi 

L’uomo che usciva dagli schemi, predisposto per vocazione a non stare mai nei “margini”, ad essere fuori dal tempo, dal comune sentire dell’epoca. Per questo e per molto altro, pronto anche a pagare con la vita. Nel logo pensato per celebrare i 750 anni dalla nascita di Francesco Stabili (la cui venuta al mondo avvenne nel 1269, mentre la madre stava viaggiando verso Ancarano), noto ai più come Cecco d’Ascoli, c’è davvero la sua essenza, trattata anche e soprattutto a livello simbolico. L’immagine, oltre ad accompagnare un 2019-tributo fatto di decine di iniziative, finirà anche sulle maglie dell’Ascoli Calcio, come confermato dal presidente Giuliano Tosti, grande appassionato di Stabili e tra i membri del comitato scientifico/gruppo di lavoro che sta mettendo su un programma ricco di spunti interessanti: Stefano Papetti, Franco Laganà, Andrea Antonini, Laura Ciotti, Elia Calilli, Marco Corradi, Diane Murphy, Romina Pica, don Elio Nevigari, Carlo Saladini, Furio Cappelli.

Il bel logo

Oltre ovviamente all’assessore alla cultura Piersandra Dragoni, la vera promotrice di questa imponente macchina organizzativa che sta coinvolgendo associazioni culturali, scuole, istituti di ricerca, archivi, biblioteche, librerie, artisti, attori, cantanti, studiosi, per quello che rappresenta un vero e proprio plebiscito in favore del grande Cecco.

L’assessore dragoni durante la presentazione delle iniziative dedicate a Cecco

Un cartellone in progress che prenderà il via il 22 febbraio con una serie di conferenze che si terranno presso la biblioteca “Gabrielli”, con relatori illustri come Giorgio Giorgi, Augusto Agostini, Umberto Sansoni e lo stesso Papetti. «Di rilievo gli argomenti -spiega la Dragoni- visto che si parlerà della presenza di Cecco nelle opere d’arte ma anche del suo rapporto con le montagne sacre del Piceno e della lotta tra clericali e anticlericali che fece da sfondo al posizionamento del monumento a lui dedicato. Attraverso una serie di ricerche, poi, si cercherà di ricostruire il tessuto urbano dell’epoca per collocare nello spazio la posizione della sua abitazione». A proposito del chiacchierato monumento, sito in piazza Matteotti, la cui storia è tanto appassionante quanto illuminante (fu realizzato in America e subì una serie infinita di vicissitudini), c’è da dire che nel 2019 verrà finalmente inaugurato, visto che il suo varo ufficiale non avvenne mai dopo anni di assurdi tira e molla.

Il processo che subì Cecco, mandato al rogo dell’Inquisizione nel 1327 in quel di Firenze, sarà invece uno dei momenti più forti degli incontri pensati dall’Istituto di Studi Medievali che porta il suo nome. Tra le eccellenze artistiche coinvolte, poi, ecco la Compagnia dei Folli e il Coro Ventidio Basso (entrambi gli dedicheranno uno spettacolo), il regista Piero Benfatti (si spera di riuscire a proiettare il suo bel film “L’eretico”), l’attore/regista teatrale Stefano Artissunch (presterà corpo e voce in una serie di reading). Si tenterà anche di battere un record con la lettura no-stop de “L’Acerba” (prevista per aprile), che andrà avanti per 24 ore nella zona di Palazzo dei Capitani. Alla libreria Rinascita ecco uno scaffale con tutte le sue opere, che in seguito verranno anche collocate nei negozi del centro che aderiranno.
«E poi, ancora, ci sarà una mostra con protagonisti gli artisti ascolani. Anche i palii della Quintana avranno come tema il nostro Cecco -continua la Dragoni-. In Pinacoteca riuniremo le opere pittoriche e scultoree a lui dedicate in un’apposita sala. Sono inoltre in fase di realizzazione pure un sito web e una pagina Facebook per veicolare tutte le date le informazioni utili».

Il monumento

Infine, ma non meno importante, anzi, quanto si sta facendo per “riabilitare” lo Stabili, che prima di essere bruciato vivo fu scomunicato dalla Chiesa. «Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica ha la facoltà di annullare il processo, l’importante è mettere insieme atti e documenti utili a ricostruire la vicenda. In questo modo si annullerebbe anche la scomunica. Sappiamo che alla base della condanna ci fu anche una certa animosità nei confronti di Cecco, e questo può aiutare» spiega don Nevigari. Appello subito raccolto dall’assessore Dragoni: «Siamo qui per questo, raccoglieremo quanto più materiale possibile da consegnare in Vaticano».
Non è dato conoscere dove si trovi adesso il poeta, astrologo, astronomo, insegnante, filosofo che ha influenzato con la sua immensa personalità tutta la città delle cento torri in ogni più recondito aspetto, spesso tra leggenda e mistero; di sicuro, però, il buon Cecco starà sorridendo all’idea di tornare, finalmente, tra i redenti di questo strano mondo.

Cecco, il simbolo arso vivo dall’Inquisizione 750 anni dopo si lavora per “riabilitarlo”