Aumentano le malattie professionali, ma diminuiscono i morti sul lavoro

Sono 6.039 i casi di malattie professionali registrati nello scorso anno con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente di cui un terzo donne in tutto il territorio regionale. A livello nazionale, invece, le denunce di infortunio tra gennaio e dicembre sono state 641.261 (+0,9% rispetto al 2017, quando erano state 635.433); di queste, 1.133 con esito mortale (+10,1%, ossia 104 in più rispetto alle 1.029 del 2017). In aumento anche le malattie professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%, pari a 1.456 casi in più rispetto ai 58.129 dell’anno precedente). Sono i dati diffusi dalla Uil ascolana tramite il sindacalista Guido Bianchini.

Denunce di malattie professionali per provincia

Gennaio

Dicembre 2017

Gennaio

Dicembre 2018

%
Ancona 953 1.257 +32
Ascoli Piceno 756 959 +27
Fermo 795 746 -6
Macerata 1.490 1.551 +4
Pesaro Urbino 1.372 1.526 +11
Totale 5.366 6.039 +13

I lavoratori interessati sono prevalentemente italiani con 5.632 casi; in aumento, con valori molto inferiori, anche le denunce dei lavoratori comunitari ed extra comunitari. Diminuiscono invece gli infortuni sul lavoro che passano da 18.706 a 18.621 (- 85 casi nel periodo analizzato). La riduzione riguarda tutti i settori e comparti economici, sia i lavoratori italiani che quelli dell’Unione Europea. Si registra un incremento dei lavoratori extra comunitari che passano da 2178 a 2320 denunce. Le fasce d’età di maggiore criticità sono i lavoratori tra i 30 e i 34 anni e quelli oltre i 50 anni. Circa il 50% sono donne.

 

Denunce d’infortunio per provincia

Provincia Gennaio

Dicembre 2017

Gennaio

Dicembre 2018

Ancona

6.753

6.604

Ascoli Piceno

2.347

2.333

Fermo

1.474

1.549

Macerata

3.669

3.730

Pesaro Urbino

4.463

4.495

Totale

18.706

18.621

GLI INCIDENTI MORTALI

Anche le denunce d’infortunio con esito mortale sono in diminuzione poiché si sono registrati 22 casi mortali contro i 33 dell’anno precedente. La diminuzione riguarda tutti i settori e tutte le provincie marchigiane; così la provenienza dei lavoratori e la differenza di genere.

Denunce d’infortunio con esito mortale per luogo di accadimento

Gennaio

Dicembre 2017

Gennaio

Dicembre 2018

Ancona

9

7

Ascoli Piceno

4

2

Fermo

1

2

Macerata

4

6

Pesaro Urbino

15

5

Totale

33

22

Le Denunce d’infortunio con esito mortale per classe d’età dell’infortunato registrano casi nella fascia d’età 35/39 anni; e oltre i 50 anni.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI

«In dati analizzati sono provvisori -sottolinea Bianchini- visto che il numero definitivo di infortuni sul lavoro non coincide con quello delle denunce con esito mortale. Solo al termine di tutte le verifiche (primavera inoltrata) è possibile verificare che il decesso sia avvenuto in relazione all’attività lavorativa. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà, quindi, necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2018, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. Ad ogni buon conto nella Regione Marche restano elevate le denunce di malattie professionale (+673 casi) con una conferma di crescita nel settore industriale; così nella provincia ascolana con 203 nuovi casi. Nella regione si evidenziano casi nel sistema nervoso e ostemuscolare (+494 casi). In calo di 85 casi gli infortuni nella regione, diminuzione che riguarda tutti i comparti ad eccezione dello Stato dove si registra un incremento di 110 denunce che dimostra come è cambiata nella regione la composizione della forza lavoro attiva. Incremento che riguarda anche la componente femminile (+45 casi). In forte riduzione sono le morti sul lavoro ridotti di ben 11 decessi con una punta del 50% i casi nella nostra provincia».

LE PROPOSTE

«Occorre -sottolinea Bianchini- più prevenzione, formazione, partecipazione e sanzioni severe nei casi di incidenti reiterati: argomenti importanti per una vera e propria politica della sicurezza. Occorrono più risorse dell’Inail per il miglioramento delle prestazioni economiche di risarcimento dei danni per infortuni e malattie professionali Da tempo il sindacato, unitariamente, rivendica un miglioramento delle attività dell’Inail: aumentare il valore economico dei risarcimenti; allargare la casistica dei danni indennizzati;• velocizzare i tempi delle pratiche di indennizzo dei lavoratori malati; ridurre il contenzioso legale spesso utilizzato per respingere le richieste di prima istanza; realizzare e rafforzare l’intervento sui servizi socio-assistenziali e sanitari a favore degli infortunati e dei malati professionali; potenziare le attività della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, finanziare e coordinare la ricerca clinica per le terapie efficaci per i tumori professionali, che sfuggono largamente alla rilevazione e agli indennizzi da parte dell’Istituto». I sindacati chiedono anche di: favorire la definizione di nuovi indennizzi mutualistici del sistema delle imprese a favore delle vittime dell’amianto; potenziare le collaborazioni con il sistema sanitario nazionale tramite le Regioni e il Ministero della Salute, finanziare progetti di ricerca per il superamento dell’utilizzo delle sostanze cancerogene nelle attività economiche. «È necessario -aggiunge sempre Bianchini- un decisivo impegno del Governo sulla prevenzione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché sulla strategia nazionale e piani di intervento volti a garantire condizioni di lavoro adeguate che mirino ad un miglioramento continuo a favore di tutte le lavoratrici/ lavoratori. Nelle Marche proprio in questi giorni è uscito il nuovo Piano sanitario regionale bisognerà verificare quali sono le linee e gli indirizzi in materia di sicurezza sul lavoro. Occorre aumentare la spesa per la prevenzione sulla sicurezza sul lavoro (è il 3,5% del bilancio della sanità). Servono più controlli poiché oggi vengono effettuati solo nel 5% delle imprese. Ricordo che il  personale degli SPSAL (vigilanza) lavora in condizioni inaccettabili; gli organici  sono diminuiti del 20%  in 7 anni. Sono circa 80.000 le imprese da controllare alle quali dobbiamo aggiungere tutti i cantieri legati alla ricostruzione post sisma già attivi e che si attiveranno prossimamente. È altresì importante verificare con la Confindustria locale i contenuti dell’accordo interconfederale in materia di sicurezza sul lavoro definito il 12 dicembre ultimo scorso».

rp