Nuova politica agricola europea: «Meno risorse ma nel Piceno siamo pronti»

La nuova Politica agricola europea “costerà” agli agricoltori italiani un 9,2% di minori stanziamenti. Questo almeno stando alla proposta dell’Ue. Una quota che inciderà parecchio, soprattutto in una regione come le Marche, dove la Pac incide quasi al 50% sul reddito degli agricoltori. Di positivo c’è che nel Piceno gli agricoltori sono già sensibili da tempo alle nuove parole d’ordine della futura politica comunitaria: un’agricoltura “smart”, più vicina alle esigenze del consumatore, alla sostenibilità ambientale, al biologico e al benessere animale.

Un momento del convegno

Se ne è parlato nella mattinata di sabato 2 febbraio nel corso del convegno organizzato da Coldiretti Ascoli-Fermo alla Camera di Commercio. Tra gli ospiti il padrone di casa Gino Sabatini (presidente della Camera di Commercio delle Marche), Angelo Frascarelli (dipartimento Scienze Agrarie dell’Università di Perugia), Anna Casini (vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche) e Armando Marconi (presidente Coldiretti Ascoli Fermo).
«L’Ue -ha spiegato Frascarelli- ha raccolto oltre 300.000 contributi di cittadini europei che hanno voluto dire la loro su quale agricoltura dobbiamo avere per il futuro: i consumatori vogliono cibo sano e rispetto per l’ambiente. E nel Piceno siamo già a buon punto». «Le province di Ascoli e di Fermo -ha detto la Casini- prima delle altre hanno iniziato a lavorare su biologico e, ad esempio sui vini, con i vitigni autoctoni. Come Regione pensiamo che il cibo di qualità sia il nostro futuro».

In platea tanti agricoltori interessati al tema e non sono mancate domande mirate ai relatori. «Senza qualità non andiamo da nessuna parte -ha concluso Marconi- la Pac ha una grande importanza perché serve a sostenere gli agricoltori che a loro volta sono fondamentali sia per la produzione di cibo di qualità, sia per la gestione del territorio».