Provincia, in 412 al voto Centrosinistra favorito, Castelli tifa per Seghetti e Cacciatori

di Franco De Marco 

Sono 412 i sindaci e i consiglieri comunali della Provincia di Ascoli che domenica 3 febbraio sono chiamati a rinnovare il Consiglio provinciale. Le operazioni di voto si svolgono dalle 8 alle 20 a Palazzo San Filippo. Spoglio subito dopo la chiusura delle urne. Devono essere eletti 10 consiglieri. Si può esprimere solo una preferenza. I votanti sono divisi in fasce demografiche di appartenenza con un indice di ponderazione. Sindaci e consiglieri dei Comuni più grandi “pesano” di più.
Le liste in campo sono due. Quella di centrosinistra (Uniti per il Piceno) vede in campo: Isabella Bosano (vicesindaco di Offida, Pd), Marco Curzi (San Benedetto, Psi), Roberto De Angelis (sindaco di Cossignano, sinistra), Maria Rita Morganti (San Benedetto, Pd), Barbara Muscelli (Colli del Tronto, Pd) , Stefano Novelli (Grottammare, Pd), Pierpaolo Rosetti (sindaco di Acquaviva Picena, Pd), Rita Simonelli (Comunanza, Pd) e Daniele Tonelli (Folignano, Udc). Quella di centrodestra (L’Altra Provincia) invece invece solo 5 candidati: Giovanna Angelici (Montalto, Lega), Igino Cacciatori (Ascoli, civica), Luigi Capriotti (vicesindaco Acquasanta, Fdi), Maria Adele Girolami (San Benedetto, Fi) e Piera Seghetti (Ascoli, Fi).

La sede della Provincia (foto Vagnoni)

Non è stato facile comporre le liste anche per la vicinanza delle elezioni comunali. Nel caso particolare di Ascoli, ad esempio, c’è il rischio che sia Igino Cacciatori sia Piera Seghetti, se non dovessero essere rieletti consiglieri comunali a maggio, sarebbero costretti a dimettersi. Nel centrodestra la formazione della lista è stata molto agitata dopo che in un primo momento, regista il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, sembrava che ci fosse l’adesione ad un listone unico con tutti dentro. Poi l’accordo è saltato tra mal di pancia e scambio di accuse all’interno soprattutto di Forza Italia. I tre alleati, Lega, Fi e Fdi, domani vanno ognuno per conto proprio almeno così si sussurra. Questo schieramento dovrebbe esprimere al massimo 4 consiglieri. Il sindaco di Ascoli Guido Castelli ha fatto “campagna elettorale” affinché vengano elette le espressioni del capoluogo piceno Piera Seghetti, unica uscente di nuovo in corsa, e Igino Cacciatori. «Vero, – dice senza fare riferimento alle polemiche all’interno del suo partito – auspico che il Comune di Ascoli sia rappresentato da Seghetti e Cacciatori».

Il presidente della Provincia Sergio Fabiani.

Nella lista di centrosinistra non ci sono rappresentanti del capoluogo piceno. Quelli sulla carta maggiormente accreditati sono i quattro Pd Isabella Bosano, Stefano Novelli, Pierpaolo Rosetti e Maria Rita Morganti, per il Psi Marco Curzi, per l’Udc l’uscente Daniele Tonelli e per la sinistra infine Roberto De Angelis anche lui uscente. Come finirà? Sei a quattro per il centrosinistra l’ipotesi ritenuta più probabile tra gli “addetti ai lavori”. Ma potrebbe essere anche 7 a 3.
L’interrogativo principale però è soprattutto uno: quanti dei 412 con diritto di voto si recherà a Palazzo San Filippo? L’interesse per questa consultazione è assai limitato. Un’incombenza della quale i partiti, tutti, farebbero volentieri a meno. Sia per motivi politici sia amministrativi, viste le competenze molto limitate dell’ente Provincia decapitato dopo la riforma che ha introdotto l’elezione indiretta. Comunque il presidente Sergio Fabiani, espressione del centrosinistra, già eletto, dovrebbe contare su una solida maggioranza. Nel 2017, dato a sorpresa, ma c’era un clima completamente diverso, andarono alle urne in 361 su 417, ben l’86,51%. Domani sera si saprà. Comunque un rodaggio in vista delle elezioni comunali del prossimo maggio.
Nel 2017, per la cronaca, risultarono eletti: Valentina Bellini, Antonio Capriotti, Pacifico Malavolta, Alberto Antognozzi e Daniele Tonelli per la lista 1 di centrosinistra. Roberto De Angelis per la lista 2 di sinistra. Gianni Massimo Balloni, Piera Seghetti, Andrea Maria Antonini e Giovanni Chiarini per la lista 3 di centrodestra.

La scheda per il voto