Sanremo, Faini in trionfo: «Ancora siamo increduli»

L’abbraccio sul palco dell’Ariston tra Mahmood e Faini

di Luca Capponi 

«E’ un brano poco sanremese, ma forse proprio per questo si farà notare». Dario Dardust Faini era stato profetico, anche se la “Soldi” cantata da Mahmood è andata oltre le più ottimistiche previsioni della vigilia, vincendo il Festival di Sanremo davanti ad un polemico Ultimo e a Il Volo. Una vittoria che ha portato, per la prima volta, un autore ascolano in cima all’Ariston, dato che Faini ha diretto l’orchestra e scritto il pezzo con lo stesso Mahmood e con Charlie Charles. Dopo anni di onorata e ricca carriera (con tanto di svariate partecipazioni al festival), per il Nostro si tratta di un riconoscimento unico giunto dopo una impegnativa settimana, in cui ha condotto l’orchestra anche per gli Ex Otago.

Faini dirige l’orchestra

«Sono esausto e contento, siamo rimasti a festeggiare nella hall dell’hotel fino alle 5 del mattino tra brindisi e fotografie. -racconta Faini- Siamo ancora tutti increduli ed io, personalmente, non mi aspettavo assolutamente tale risultato, frutto di un ottimo lavoro di team con Alessandro (Mahmood), Charlie e tutta la Universal. Ero già contento per aver portato qui un brano così moderno e fuori dagli standard della canzone italiana classica. Questa vittoria è il segno di tutto quello che sta cambiando, il fatto che abbia vinto un brano così contemporaneo che unisce colori trap, electro, classici ed anche esotici con una scrittura di carattere come quella di Alessandro è segno di forti mutamenti a livello di scena musicale e questo rappresenta per me una soddisfazione incredibile, si tratta di un risultato positivo sotto tanti punti di vista».

Dardust e Mahmood

La roboante conquista del primo gradino del podio ha avuto l’effetto di impennare la popolarità di Mahmood, i dati di ascolto del brano (tra i più trasmessi in radio) ma anche la figura di Dario, che già comunque vantava dischi d’oro e record collezionati per gente come Carboni, Elisa, Thegiornalisti ma anche col suo progetto sonoro Dardust. «Questa vittoria segna un punto di partenza, un nuovo inizio anche per l’identità di Dardust. -spiega- Sui social l’attività è aumentata di tanto, stiamo facendo un lavoro curato sotto tutti i punti di vista già da un po’, c’è la percezione che qualcosa si sta muovendo e mi fa molto piacere, per la prima volta vedo un cambiamento a livello di feedback nei miei confronti».
Non solo complimenti e plauso, doverosi, ma anche l’inevitabile gogna social, come ogni verdetto sanremese impone. Dai mugugni in platea al momento della proclamazione del podio (soprattutto di chi privilegiava Loredana Bertè) fino alle lamentele di Ultimo in sala stampa (probabilmente fuori luogo nei toni) e agli immancabili pareri spesso privi di materia dei commentatori virtuali. L’ascesa di Mahmood è stata criticata, però, anche per aspetti che nulla hanno a che fare con la musica. «Personalmente, -conclude Faini- con tutta l’umiltà del mondo, accetto critiche solo sul brano, può non piacere e lo capisco, ma non voglio sentire tutte le altre discussioni socio-politiche, sono il segno di un’Italia che a me non piace e a cui non voglio dare nemmeno un minimo di evidenza. In alcuni commenti che ho letto ho trovato un paese che è rimasto indietro e, ripeto, non mi piace; questa vittoria è simbolica sotto tanti punti di vista e ce la prendiamo tutta».

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