Trenta ufficializza a Berlusconi la sua candidatura a sindaco: «Basta con gli ex missini»

Umberto Trenta

di Renato Pierantozzi

Il consigliere comunale di Forza Italia Umberto Trenta con una missiva a Silvio Berlusconi ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Ascoli.

Trenta, allora si candida davvero?

«Proseguo il mio progetto, lo consolido. L’ho ufficializzato a Forza Italia. Sono comunque pronto a fare 30 passi indietro se il partito mi giustifica altra candidatura su altri criteri oggettivi (meritocrazia, appartenenza e competenza, esperienza amministrativa consolidata). Ho versato 42 anni di contributi libero professionali, e ora voglio sapere tutto anche degli altri»

Chi deciderà candidato sindaco?

«O lo fa Roma o, se lo farà Ascoli, bisognerà scegliere un criterio condiviso»

Dopo il risultato della Lega in Abruzzo il nome sarà quello di un leghista? 

«Detta così sarebbe una cosa scontata. A quel punto me ne farò una ragione come la valenza politica della lega. Ma restano le mie schede sui candidati alla luce delle 97 interrogazioni, 8 esposti alla Corte dei conti e 3 all’ Anac».

Ha qualche pregiudiziale sui nomi?

«Ho messo la pregiudiziale su ex missini finiani che sono sempre stati al governo negli ultimi anni in città occupando tutti posti di potere»

Che ne pensa degli assessori come candidati sindaci?

«Pe me vale sempre lo stesso concetto: pregiudiziale secca sugli ex missini finiani».

Quale è secondo il progetto valido per l’Arengo?

«Ci sono cose innaturali che non possono coesistere anche dal punto di vista dei pensieri politici come l’alleanza tra Lega e i 5stelle. Ad Ascoli ci sarà un governo condiviso, mentre il patto di governo è un coacervo di interessi».

Quanto pesano gli ex finiani nella coalizione di centro destra?

«Il vecchio Msi esiste dentro Lega, Fdi e Fi. In ogni distribuzione amministrativa fanno valere la loro forza

Su chi farebbe i 30 passi indietro? 

Celani è un usato garantito, Silvestri ha dalla sua l’esperienza assessori ventennale quasi come Lattanzi che ha l’esperienza nei sestieri. Di Micco è un civico, stimo anche Aliberti e Travanti. Ribadisco: se uscirà fuori nomi uno di questi nomi farò passo indietro altrimenti mi dovranno spiegare perché non sono io che sono il più bravo, bello, buono, competente, affidabile e meno divisivo. Sicuramente il più attrattivo».

LA LETTERA DI TRENTA