Capriotti (Pd) attacca il sindaco: «Le incompiute di Piunti, dalla scuola al Piano Regolatore»

Tonino Capriotti, consigliere di minoranza del Pd (Foto Vagnoni)

di Martina Oddi

La Ztl al Paese Alto ancora working progress, la pista ciclabile della discordia e quella rimasta a metà, il Ballarin lasciato al suo destino, la piscina comunale fatiscente. E infine il Piano Regolatore senza indicazioni su dove costruire. Sono solo alcune delle opere incompiute dell’attuale Amministrazione che non sono sfuggite al consigliere Capriotti (Pd), che non abbassa la guardia.

Il sindaco Pasqualino Piunti

Quali sono le principali criticità?

«Da dove devo partire? La Ztl doveva essere pronta per Natale, poi per febbraio, e ancora non si sa quando sarà pronta. I lavori in Piazza Montebello idem. L’azione del Comune sul Ballarin si è limitata ad interventi obbligatori determinati dagli eventi come la caduta dei calcinacci e dei capannoni del Carnevale. Molto pericolosi: è dovuto intervenire il prefetto per obbligarli ad agire. Dovevamo fare il bagno in piscina all’aperto nel 2017, l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Assenti ha annunciato a dicembre che avrebbe trasferito il progetto alla stazione appaltante al Comune di Ascoli, a cui Piunti ha voluto trasferire la gestione degli appalti, ma il ricorso al tar sul project financing l’ha bloccato e non si vede la luce. Doveva essere deciso a febbraio, secondo Assenti, ma l’appalto che Piunti ha affidato ad Ascoli è ancora fermo. Denuncio il cambio di passo del sindaco che ha scritto nel suo programma, che il Prg è fondamentale per lo sviluppo urbanistico della città, mentre oggi ha riscoperto i PoRu per la riqualificazione portati avanti dalla precedente Amministrazione e combattuti dallo stesso Piunti. Che fine hanno fatto alcuni piani di riqualificazione come quelli dell’area del mercatino di viale de Gasperi, dell’area al confine con Acquaviva e dell’ex capannone del deposito della Forst in via Colombo? Oggi sono aree abbandonate». Poi affonda il dito nella piaga: «Una cosa gravissima è la vendita dell’ex scuola Curzi, che poteva diventare la culla della cultura sambenedettese, come è la Bottega del Terzo Settore ad Ascoli dopo la riqualificazione dell’Olimpia. Noi avevamo pensato di destinarla alla cultura, alle associazioni cittadine e ai comitati di quartiere: ne sarebbe diventata la degna sede».

Il Comune di San Benedetto

Perché non si riesce a portare a casa i risultati? Mancanza di fondi? Tempi tecnici o lassismo?

«Per ottenere i fondi, come nel caso ad esempio della scuola Curzi, guardiamo alla Bottega del Terzo Settore di Ascoli: si poteva presentare alla Fondazione Carisap un progetto dedicato a tutte le associazioni culturali della Riviera. I soldi si potevano trovare. Per non parlare poi della pista ciclabile di via Moretti, nel tratto tra via Toscana e viale De Gasperi già finanziato, che doveva essere ultimato nel 2018: quando bisognerà ancora aspettare la risposta della Sovrintendenza? Invece viene portata a termine una pista ciclabile come quella di via dell’Airone, in zona Sentina, estremamente pericolosa perché situata davanti a un parcheggio».

I lavori al Ballarin

Ma i soldi ci sono o mancano i fondi?

«Per molti interventi i soldi sono già in Comune, ma molti vengono sprecati. Basti considerare la gestione degli eventi natalizi: non si sa quanto è costato il concertone di Capodanno, parlano di 40.000 euro ma non c’è stato alcun rendiconto. I finanziamenti che mancano si potrebbero trovare. Ci sarebbero stati anche per il Ballarin e per la piscina comunale, se si fosse stati attenti ai bandi del Coni e della Regione, e facendo progetti compiuti».

Come opposizione che intendete fare?

«Abbiamo presentato, sistematicamente a ogni Consiglio, una mozione su tutti i problemi, dalla pulizia alla sicurezza. Abbiamo proposto molti progetti di riqualificazione mettendo in campo tutte le azioni che possano aiutare questa Amministrazione».