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Il Museo Civico di Ripatransone
Ripatransone è una piccola cittadina posta a 500 metri sul livello del mare, a soli 12 km dalla costa adriatica. Il suo panorama è tale da esser stato definito “il balcone delle Marche”. Salendo su per le colline, segnate dai tagli profondi dei calanchi, si entra in città attraversando le antiche mura.

Entrare a Ripatransone è come vivere una scena teatrale costruita per ambientare un’opera di William Shakespeare. Una nebbiolina leggera avvolge i suoi monumenti, testimonianze di una storia lunga 800 anni.

Ogni pietra racconta un pezzo di storia, ogni mattone ricorda personaggi come Ascanio Condivi, biografo di Michelangelo Buonarroti, che nel 1553 diede alla stampa l’opera “Vita di Michelagnolo Buonarroti” o Luigi Mercantini, famoso patriota italiano che contribuì con la sua opera musicale e letteraria a celebrare l’Unità d’Italia.

Sede di Vescovado sin dal 1571, la città di Ripatransone, pur nelle sue ridotte dimensioni, mantiene intatte le vestigia e il fascino di un’antica città medioevale che ha saputo rinnovarsi e mantenere la sua vitalità.

I 74 chilometri quadrati di territorio collinare, oltre ad essere uno spettacolo visivo, sono anche molto produttivi e si caratterizzano per la qualità dei prodotti enogastronomici, come vino e olio prodotti biologicamente secondo le antiche tradizioni contadine marchigiane.

Terra di arte e cultura, questo castello si caratterizza per la densità delle strutture museali, per la presenza di botteghe artigiane e atelier d’artisti.

Emblema di quest’arte del saper fare, abbinata alla volontà di conservarne memoria, sono le sei strutture museali e il teatro storico risalente alla fine del Settecento.

Il Museo Civico di Ripatransone ha sede nel palazzo nobiliare Bonomi Gera, uno dei tanti che si affacciano sul corso principale.

Tra i primi fondati in Italia, il Museo Civico Palazzo Bonomi Gera si costituì come “museum delectat et instruit” intorno al 1870, grazie alla figura del suo primo direttore Don Cesare Cellini. La collezione civica, in seguito ampliata ad opera del suo secondo benefattore, il magistrato scultore Uno Gera, si divide in cinque sezioni allestite all’interno dello storico palazzo donato alla cittadinanza dallo stesso Gera.

Al piano terra, lungo la scala e al piano nobile, si snoda il percorso della Pinacoteca Civica. Divisa per epoche storiche, la Pinacoteca di Ripatransone permette al visitatore di conoscere tipologie e tecniche pittoriche dal XV al XXI secolo. Tra le numerose opere, spiccano per importanza e bellezza le tavole di Vittore Crivelli, pittore veneziano della seconda metà del XV secolo.

E’ parte della Pinacoteca anche la Galleria d’Arte Contemporanea con opere di Pericle Fazzini e Remo Brindisi, la collezione di Ceramiche antiche, la collezione di preziosi arredi e la collezione di armi antiche. Nell’ultima sala del piano nobile è allestita la Gipsoteca di Uno Gera, con opere in gesso, bronzo e terracotta.

Al piano superiore si trovano le sezioni del Museo Storico Risorgimentale Luigi Mercantini e la Raccolta Storico Etnografica. Questo piano, dedicato all’Ottocento italiano, permette al visitatore di immergersi nell’Italia di fine Ottocento al momento della sua Unità Nazionale, cogliendo i sentimenti che animavano i giovani patrioti che infuocavano la Provincia italiana. Canti e poemi incoraggiavano le barricate e le lotte politiche di un’Italia che unendosi si preparava ad entrare in Europa.

La sezione Etnografica è una vera Wunderkammer ovvero stanza delle meraviglie!
Si entra dal ballatoio che sovrasta la sala delle feste, luogo dove un tempo suonavano le orchestre chiamate ad allietare le nobili famiglie ripane e, nelle teche di fine Ottocento, fanno bella mostra di sé oggetti curiosi e orpelli di vario genere, provenienti da tutti i continenti.

La collezione è frutto di un’intensa quanto emotiva attività di scambio intrapresa dal fondatore del museo, Don Cesare Cellini, con diversi missionari e musei sparsi nel mondo. La raccolta, allestita in teche con cassetti apribili, si snoda in tre sale dedicate all’Europa, all’Asia e Medioriente, Africa ed Americhe. Non mancano reperti provenienti dall’Oceania e dall’Australia, un mondo di fine Ottocento che non vi lascerà senza stupore.


Antonella Nonnis



Info:
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