Passeggiando per Montottone
Storia e curiosità sull'antica Mons ActonisMontottone, un piccolo borgo medievale sui colli del Fermano, a 277 metri s.l.m.
L’alternarsi di colline rigonfie di verde, accompagna lo sguardo fino ai Monti Sibillini e, se pur non si gode del panorama marino, si sa che in meno di trenta minuti è facile raggiungere le spiagge. Il clima, favorito dalla posizione collinare, non giunge mai ad estreme condizioni stagionali. E’ sicuramente per la buona condizione di vita di Montottone che la popolazione, che oggi conta poco più di mille anime, rivive l’emozione di una nuova crescita demografica.
Una breve passeggiata
Entrando nel centro storico siamo già nel corso principale. Per un piccolo castello medievale questo corso è molto grande. Di certo le esigenze della popolazione erano tali, in passato, da considerare prioritario un agevole flusso di persone e merci.
Case imponenti delimitano stradine che, dal centro, si diramano formando un reticolato di corti e viuzze. Appena iniziato il cammino, la graziosa piazzetta dei “Due Mestieri” compare sulla destra. Mostra i bassorilievi raffiguranti le arti del fabbro e del vasaio. La pavimentazione, un mosaico di pietra arenaria e cotto, è il pregiato tappeto di questo spazio che, come un raffinato salotto, ospita attività artistico-culturali.
Una salita impegnativa sulla destra ci conduce in piazza Castello, probabile collocazione dell’antico cassero. Questo luogo fu sede storica della nobiltà del feudo. La chiesa Collegiata e il palazzo Amici, gioiello urbanistico di stile neoclassico, le fanno da cornice.
Una traccia di storia
Tornando lungo il corso e proseguendo il cammino, ci dirigiamo nel luogo che, sin dai tempi antichi, è sede delle cariche amministrative. I palazzi sulla destra erano dimora dei governatori dello stato ecclesiastico in Agro Piceno, per dieci anni a Montottone dal 1537 e, sembra, anche il luogo dove venivano a rifugiarsi vescovi e personaggi di rilievo, a rischio di pericolose insidie. Più avanti, la facciata del Municipio mostra il suo bel portale e lo stemma in cotto dell’antico Mons Actonis, opera recente di un artista del paese.
Le stanze della fede
Poco più avanti rispetto al municipio, la chiesa di S. Maria Ausiliatrice. L’ingresso principale mostra uno splendido portale in terracotta del 1500. All’interno, la “Vergine tra i Santi” di Vincenzo Pagani (1540).
La chiesa della Madonna delle Grazie si trova, per chi arriva dal mare, all’inizio del territorio paesano, e ancora oggi accoglie molti fedeli per cerimonie o semplici funzioni. La popolazione vi è molto legata per il ricordo, a lieto fine, delle grazie richieste alla Madonna quando, nel 1944, mogli e madri di cento uomini del paese fecero voti affinché i loro cari fossero salvati dalla fucilazione (a ricordo di questa vicenda si celebra una festa ogni 15 giugno).
Nel paese, quasi a specchio del convento, vi è la collegiata dedicata a S. Pietro Apostolo. Sicuramente nuova versione della struttura originale, conserva molte reliquie, i dipinti dei Santi protettori del paese, S. Fabiano e S. Sebastiano.
Scendiamo per le viuzze interne al borgo e arriviamo alla chiesa più antica, quella dedicata al Santissimo Salvatore. Conserva interessanti affreschi alle pareti e al soffitto, ma necessita di un urgente intervento di ristrutturazione e restauro. Presso l’antica S. Lorenzo, nella contrada omonima, la sentita tradizione vuole che ogni 10 agosto si svolga una folcloristica festa di campagna.
Mestiere e arte, la tradizione del paese
Fino alla metà del secolo scorso, a Montottone erano tante le fabbriche di vasellame e ceramica d’uso e tanti i vasai che vi lavoravano. Poi l’industrializzazione. Il forte transito di uomini diretti nel nord Italia ha visto anche i nostri vasai cercare altrove le risorse che qui iniziavano a scarseggiare.
In tutto il territorio nazionale è rimasto solo qualche artigiano a cuocere terrecotte con la legna. E uno di questi si trova proprio a Montottone. È una vecchia bottega di vasai che pratica ancora l’antica tradizione di famiglia, iniziata duecento anni fa. Brocche, pignatte, stoviglie tradizionali. In effetti sono rimasti gli ultimi, in tutto il territorio provinciale a produrre il vasellame della tradizione picena. Tre vasai, un padre e due figli, conservano la memoria storica del paese alimentando l’attività anche con ciò che di nuovo viene richiesto alla loro opera.
Le vie dell’acqua
Risalendo dal borgo Ripetta in via Vasari e arrivati sotto l’imponente S. Maria Ausiliatrice, ci troviamo in Largo della Fonte. Quello che viene chiamato dalla gente del luogo ”lu puzzu” è una bella fonte dove le donne del borgo andavano a lavare i panni e ad attingere acqua. Ma a ridosso della fonte, nel sottosuolo limitrofo, Montottone conserva un’imponente struttura di purificazione delle acque per il paese: le cisterne, un impianto di notevole ingegno, opera di origine medievale fino ad ora nascosta, ma oggi accessibile all’osservazione pubblica.
Delle varie fontanelle che il centro antico possedeva è rimasta funzionante quella del Largo dei Mestieri mentre, dislocate fuori porta, dopo un prezioso restauro, mostrano la loro bellezza la fonte Pisciarello e la fonte Magna. La prima serviva alla popolazione abitante il borgo, da cui prende il nome, e l’altra, con annessa la struttura per le lavandaie, raccoglieva le esigenze del borgo S. Lorenzo.
Oggi a Montottone
Laboratorio della memoria
Museo delle antiche stoviglie di ceramica popolare montottonese
Arte contadina
Museo - Piccola raccolta di strumenti agricoli
Cisterna Medievale
Per informazioni:
Comune di Montottone
Corso Vittorio Emanuele, 34
Tel: 0734 775185
Il mondo delle produzioni artistiche e tradizionali del Piceno e delle Marche in una ricca serie di approfondimenti










