L'artigianato della carta e la legatoria artigiana nelle Marche

Storia, tecniche e tradizioni
02/08/2007

Dal 1200 nelle Marche si inizia a fabbricare carta con indumenti in disuso e materie alternative. È in questo periodo e in questo ambito che l’attività dei cenciari assume un ruolo socio-economico di rilievo che va ad ampliarsi e ad assumere più importanza con l’estendersi dell’uso della carta nella quotidianità. All’inizio vengono usati solo stracci di cotone. Di qui l’espressione di carta de bambace o bambagina (dal latino bambax, cotone) per distinguerla dalla pergamena o carta pecudina, l’unica in uso fino a tutto il 1100. In seguito si utilizzano anche cenci di lino e canapa.

Il processo di lavorazione degli stracci per la fabbricazione della carta trova nelle Marche, a Fabriano, uno dei centri produttivi più importanti. I cartai di Fabriano sono i primi ad utilizzare la filigrana.

La lavorazione in cartiera si avvia con la cernita degli stracci, operazione prettamente femminile svolta dalle stracciarole. La materia prima selezionata viene posta a macerare e fermentare in sotterranei e grotte, poi trattata nelle gualchiere fino a ridurla in una pasta filamentosa dalla quale, attraverso successive opere di raffinamento, si ottiene il prodotto finito.

Tra XIV e XIX secolo nel Maceratese sono in attività cartiere a Pioraco, San Severino Marche e Belforte del Chienti. La produzione cartaria di Pioraco è molto stimata sul mercato. Le filigrane contraddistinte dalla colomba, dalla lepre, dalla stella, dalla rosa, dalla corona e dall’Agnus Dei sono vendute con successo in Francia, Spagna e in tutti i paesi del Mediterraneo.

La tradizione secolare nella produzione e lavorazione della carta nelle Marche ha comportato lo sviluppo di importanti attività d’artigianato artistico correlate, restauro del libro antico e legatoria artistica.

A proposito di quest’ultima, il territorio marchigiano può vantare la presenza di laboratori di legatoria artistica tuttora operativi che si dedicano alla legatura di libri, quaderni e album fotografici caratterizzati dall’esclusiva realizzazione a mano e da materiali di alta qualità.

Il miglior artigianato locale fa infatti uso di pelli di vitello pieno fiore di prima scelta, tamponato e rifinito a mano, e capretto, entrambi a concia vegetale, per la realizzazione di copertine anticate e lavorate a mano. La concia delle pelli, realizzata esclusivamente con tannini vegetali, dona al prodotto finale caratteristiche uniche di bellezza, resistenza, profumo, morbidezza e calore al tatto.

Come ogni oggetto di valore, questi prodotti e i loro materiali diventano più belli e di maggior pregio col passare del tempo, in virtù di una tradizione artigiana a cavallo tra la legatoria e la lavorazione dei cuoi, entrambe attività artigianali tipiche della regione. La carta utilizzata per le rilegature di pregio è fabbricata a mano da pura cellulosa di cotone, nel pieno rispetto della migliore tradizione di produzione cartaria delle Marche.


Laura Ricci

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