Wedding Tourism nelle Marche

Il Wedding Tourism appare sempre di più come il treno da non perdere nel campo del turismo internazionale, soprattutto per chi desideri intercettare un target di alto livello, alla ricerca di un rapporto molto personale ed esperienziale con il viaggio e la location scelta.

È in costante crescita il trend dei matrimoni all’estero, con viaggio annesso per sposi, testimoni e invitati: una nuova importante risorsa per il turismo marchigiano.

I dati parlano chiaro: si tratta di un business da 440 milioni nel 2016 (dato più recente). Così come è chiara e lampante la tendenza alla costante crescita, se pensiamo che il valore di questo nuovo mercato del turismo è passato da 350 a 380 milioni dal 2014 al 2015, per arrivare appunto ai 440 milioni del 2016.

Molto importante anche l’aumento del numero complessivo degli eventi che è passato dai 4.728 matrimoni del 2013 ai 6.724 del 2014, fino ad arrivare ai 7.043 del 2015, e agli 8.085 eventi in tutta Italia del 2016. Per quanto riguarda le presenze, queste sono aumentate da 1,1 a 1,368 milioni nel giro di un anno, dal 2015 al 2016.

A parlarne è Il Sole 24 Ore (“Wedding Destination – Matrimoni, sempre più stranieri dicono ‘sì’ in Italia” – Moda24 – febbraio 2018) e i numeri del settore provengono dal report “Destination Wedding in Italy” del Centro Studi Turistici di Firenze (CST), che ha raccolto le esperienze di oltre 1.500 operatori del settore matrimonio, fra aziende di wedding planner, catering e proprietari di location.

In crescita anche il numero medio di invitati (50,5 del 2016 contro i 47 del 2015) e la spesa media per evento (54.516 euro rispetto a 53.998). La Toscana si conferma ancora una volta la regione prediletta (con il 31,9% degli eventi), seguita da Lombardia, Campania e Veneto, soprattutto dagli sposi britannici e statunitensi, che da soli sostengono il 49% del mercato.

I britannici, in particolare, sono quelli che spendono di più, 59mila euro, e invitano più ospiti (una media di 54), mentre gli americani, anche se sono al secondo posto per presenze e spesa complessiva, sono quelli che investono meno nell’evento, in media 45mila euro.

Nonostante la Toscana rimanga la meta dei sogni dei turisti stranieri che scelgono l’Italia per sposarsi, qualcosa sta comunque cambiando e gli sposi chiedono sempre più spesso ai wedding planner di selezionare location meno note, paesaggi particolari e unici.

In evoluzione è anche la stagione scelta per le nozze. Il periodo giugno – settembre è ancora, come consuetudine, il più amato, ma aumentano allo stesso tempo le richieste per eventi organizzati fuori stagione e anche in inverno. La richiesta delle cerimonie in bassa stagione si fa strada anche perché si affacciano sul Wedding Tourism con destinazione Italia nuove nazionalità, come i cinesi e in generale gli asiatici, e di conseguenza anche nuove fasce di reddito, con una diversa capacità e intenzione di spesa per l’organizzazione dell’evento.

Allo stesso modo, se la location preferita è stata finora il luxury hotel, la tendenza ora è di un importante aumento delle richieste per luoghi di charme, soprattutto con un valore aggiunto storico-culturale e quindi con un forte legame con l’identità del territorio, come borghi medievali, castelli, ville, ancora meglio se immersi in uno splendido paesaggio.

La panoramica sui dati del settore si può concludere con un’anticipazione sulle tendenze del 2018. Quest’ultimo sembra infatti già un anno di crescita, di almeno il 5% del business legato al turismo del matrimoni. Come sottolinea Il Sole 24Ore, sulla base dei dati raccolti dal CST, il motivo che c’è dietro è anche un altro. Sembra infatti che accanto alle cerimonie di matrimonio, religiose, civili e simboliche, si affianchi anche una nuova particolare tipologia di evento, sempre più richiesta ai wedding planner: quella delle feste di separazione, in cui la coppia si dice ufficialmente addio davanti a parenti e amici. Evidentemente la bellezza rasserenante dei paesaggi italiani può anche questo.

Le Marche vanno quindi ad inserirsi in un trend di grande rilevanza e che va necessariamente intercettato. Il territorio regionale può infatti proporsi come meta innovativa di un turismo esperienziale che fa forza su risorse variegate e capaci di soddisfare ogni esigenza, paesaggistica, naturalistica, artistica e architettonica, e ovviamente a livello di prodotti e servizi.

L’interesse per questa tendenza turistica, e quindi per l’ingresso delle Marche in circuiti tematici e specialistici, si colloca anche nella strategia proposta dalla Commissione europea per il 2020: “Una strategia per una crescita intelligente che promuove la conoscenza e l’innovazione come motori della nostra futura crescita. Ciò significa […] fare in modo che le idee innovative si trasformino in nuovi prodotti e servizi tali da stimolare la crescita, creare posti di lavoro di qualità e contribuire ad affrontare le sfide proprie della società europea e mondiale”.

Il POR MARCHE FESR 2014-2020 fa propri gli obiettivi di crescita definiti dalla strategia EUROPA 2020 e individua tra le opzioni strategiche per la programmazione 2014-2020: offerta di nuovi servizi e prodotti legati alla valorizzazione del patrimonio regionale e al soddisfacimento di una domanda di turismo sempre più diversificata (culturale, spirituale, gastronomico, wedding, business), favorendo l’integrazione delle filiere culturali, creative e dello spettacolo con i settori tradizionali.

Le Marche sono d’altra parte, una Regione ad alta densità di beni culturali e immateriali: un patrimonio capillarmente diffuso nel territorio e per il 60% di proprietà comunale.

La nuova sfida è proprio mettere in rete questo patrimonio storico-artistico, secondo un approccio integrato alla fruizione (favorito dalle nuove tecnologie) che consenta di ottenere economie di gestione e manutenzione. Altro obiettivo importante è mettere in rete il patrimonio con le professionalità, le competenze delle PMI, la loro capacità di offrire servizi e prodotti di qualità, autentici, rispettosi della tradizione o viceversa altamente contemporanei, e di proporre tutto questo in maniera innovativa e competitiva sui mercati internazionali, suscitando un interesse nuovo nei confronti del territorio marchigiano.

Sempre approfondendo la tendenza verso la logica di rete e verso la creazione di un’immagine del territorio volta a stimolare il turismo esperienziale ed emozionale – e all’interno di questa tipologia anche il turismo legato al wedding – la Regione Marche nel Piano Regionale Triennale di Promozione Turistica 2016-2018, afferma inoltre che le Marche come destinazione potranno competere sempre di più nello scenario turistico se riusciranno a trasmettere una brand reputation del territorio in cui le comunità locali, la qualità della vita, il concetto di slow life diventino assi portanti di uno sviluppo turistico in chiave esperienziale ed emozionale.

Una visione delle Marche innovativa, globale, che pone il territorio al centro dell’esperienza di soggiorno sostenuta da una straordinaria offerta di location, borghi, paesaggi, riviere, contesti montani uniti a qualità della vita, livello di accoglienza, servizi e prodotti offerti.