Cinque milioni degli sms solidali per la Valdaso non colpita dal sisma: la procura antimafia indaga

Castelsantangelo sul Nera

Una nuova ombra sulla ricostruzione. Dopo l’indagine su presunte irregolarità legate ai subappalti per l’installazione delle casette, la procura distrettuale antimafia allarga il cerchio dell’inchiesta e punta l’attenzione sui fondi estrapolati dall’invio degli sms solidali al 45000, numero creato appositamente per aiutare le popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto. Gli accertamenti, che sono in una fase preliminare e coordinati dal pm Irene Bilotta, mirerebbero a fare luce sulla destinazione ultima dei soldi destinati alle Marche: 17,5 milioni di euro. In particolare, l’occhio della procura è caduto sui circa 5 milioni di euro utilizzati per il rifacimento dell’ex statale Valdaso, nel tratto compreso tra Comunanza e Ponte Maglio. A far scattare l’alert del sostituto procuratore, lo stesso che ha messo sotto indagine il dirigente della Protezione Civile David Piccinini, il dirigente Erap del presidio di Ancona Maurizio Urbinati, la responsabile del servizio tecnico del presidio Erap di Macerata Lucia Taffetani e il responsabile unico per le opere di urbanizzazione Stefano Stefoni, è stato un intervento in consiglio regionale del sambenedettese Peppino Giorgini, esponente del Movimento Cinque Stelle. Il pentastellato ha posto l’attenzione proprio su quei cinque milioni di euro destinati, secondo lui, a una strada che non è stata interessata in alcun modo dal sisma. Per vederci chiaro, il pm ha richiesto la documentazione in mano a Giorgini sulla questione degli sms e sulla ripartizione dei fondi. La richiesta risale a circa un mese fa e il dossier è finito anche nelle mani del Gico della Guardia di Finanza. Su questo filone, almeno per il momento, ci sono solamente degli accertamenti preliminari che non hanno portato all’apertura di un’inchiesta diversa rispetto a quella sui subappalti. Non ci sono ancora, infatti, indagati o ipotesi di reato. Giorgini non è nuovo all’interesse per il post sisma. Sono suoi almeno quattro esposti presentati negli uffici delle procure di Ancona e Macerata per una serie di presunte irregolarità legate, ad esempio, all’assegnazione dei bandi indetti dall’Erap e al costo per la costruzione delle soluzioni abitative d’emergenza.