San Benedetto, cinque medici del pronto soccorso in fuga verso l’Abruzzo

L’ingresso deI pronto soccorso di San Benedetto

 

Cinque medici del pronto soccorso di San Benedetto avrebbero chiesto il nulla osta per trasferirsi in Abruzzo. E’ la “doccia gelata” che potrebbe presto abbattersi sul Madonna del Soccorso in uno dei reparti strategici del nosocomio e che rappresenta la porta di accesso dei pazienti, soprattutto quelli più gravi. Anche le ultime richieste di “copertura” dei turni estivi rimasti scoperti sono andate deserte. E’ questa la situazione proprio alla vigilia della nomina del nuovo primario per cui è in testa, nella classifica di valutazione, la dottoressa Giuseppina Petrelli dopo l’addio di Groff finito a Perugia. A metà giugno era stato il sindacato dell’Ugl a lanciare l’allarme sulla situazione del pronto soccorso lamentando il rischio, da parte del personale sanitario, “di non riuscire a coprire tutti i turni di lavoro” a causa dei trasferimenti dei camici bianchi al Mazzoni, delle dimissioni e delle esenzioni ai turni notturni.«Il tutto poiché non ci sono medici disposti a lavorare in pronto soccorso -accusava l’Ugl- Questa ‘porta di accesso’ all’ospedale  ha visto aumentare in maniera vertiginosa (e non siamo ancora in piena estate, ndr) la richiesta di interventi e dove tutto deve essere deciso in pochi minuti. Dove il rischio clinico è estremamente elevato e con carichi di responsabilità enormi. Una cosa è certa, quasi nulla è stato fatto per favorire la permanenza dei medici al pronto soccorso. Dalle condizioni di lavoro, agli incentivi economici, al clima ambientale, in parte e per fortuna migliorato grazie alla dottoressa Talamonti (l’attuale facente funzioni, ndr)» Sempre il sindacato aveva proposto “alla direzione generale possibili soluzioni alternative al sovraffollamento. Proposte col solo obiettivo di garantire a dottori e infermieri del Pronto Soccorso un adeguato orario di lavoro e che permetta una più celere ed attenta gestione dei pazienti in attesa. Il sovraffollamento del pronto soccorso deve essere considerato sovraffollamento dell’ospedale, e tutti i reparti devono essere chiamati a contribuire alla soluzione dei problemi!”

San Benedetto, allarme Ugl: «Al pronto soccorso mancano i dottori»