Dopo la truffa dello specchietto, ecco ora il finto investimento

di Andrea Ferretti

Sta guidando la sua vecchia utilitaria. Sul sedile posteriore la figlia, una bambina. La giovane donna ascolana procede quasi a passo d’uomo perché in quell’ora di punta non si può fare altro. Si ritrova in mezzo a una storia di cui, suo malgrado, è diventata sfortunata protagonista. Il luogo: Ascoli, viale Indipendenza, poco dopo la rotonda della stazione procedendo verso il centro. L’ora: intorno alle 18, traffico intenso, velocità delle auto inferiori a chi va in bici. Il fatto: all’altezza della fermata dei bus, all’angolo con via Genova e a pochi metri da un noto supermercato, la donna alla guida si ritrova sul cofano della sua uto una donna che grida. Non capisce, scende per accertarsi di quanto accaduto. Davanti a lei una persona infuriata che inizia a colpire l’auto con calci e pugni gridando di essere stata investita. Pochi secondi e arriva un’altra donna, probabilmente una conoscente della presunta investita che dice di aver visto che l’investimento è vero. La donna sta in piedi e sta anche abbastanza bene. Dall’accento potrebbe essere originaria dell’est Europa.

A quel punto la conducente dell’auto, impaurita e non resasi bene conto di quanto accade, dice di telefonare ai Carabinieri. Nel frattempo si forma una coda di aiuto con le vetture che procedono a passo d’uomo. Diversi i curiosi che si avvicinano. Dopo un po’ arriva una pattuglia dei Vigili urbani e anche un’ambulanza che trasporterà poi la donna al Pronto Soccorso. Il beneficio del dubbio è doveroso, ma sembra che questi episodi non siamo affatto una novità. Avvengono abbastanza di frequente in città, ancor di più lungo i centri della vallata del Tronto dove pare sia diventata una “moda” farsi sfiorare da qualche auto in transito e poi asserire che si stava attraversando la strada, di essersi fatti male. In alcuni casi pare sia spuntata subito anche la pretesa di un immediato “risarcimento cash”. Sono episodi che hanno tutte le caratteristiche di una versione, rivista e corretta, della cosiddetta “truffa dello specchietto” di cui ci siamo occupati più volte, l’ultima alcune settimane fa. Guarda caso, le vittime sono quasi sempre persone anziane o donne magari con bimbi a bordo. A meno che non sia saltata giù dall’ambulanza, la presunta investita dovrebbe essersi fatta refertare in ospedale.