A Montedinove la mela regina dei Sibillini

Da frutto quasi sparito ad autentico tesoro dei Monti Sibillini, in grado di generare nuovo reddito per gli agricoltori e tutta la filiera agricola. È la mela rosa, da sempre coltivata nelle Marche, nella fascia tra i 450 e i 900 metri di altitudine fino ai versanti dei Monti Sibillini, oggi utilizzata anche per produrre liquori, birra e, ultima novità, anche l’aceto.

Proprio la prima produzione di aceto, realizzata grazie ad un progetto sperimentale dell’Istituto Agrario di Ascoli con il professor Luigi Costantini, è stata presentata nel corso di una trasmissione sul canale Alice (canale 221 del digitale terrestre).

Dietro alla riscoperta della mela rosa ci sono anche altri ingredienti fondamentali: dal presidio Slow Food, che ha individuato ben otto ecotipi di mele appartenenti a tre gruppi, al lavoro fatto dal Comune di Montedinove, guidato dal sindaco Antonio Del Duca, e dalla Comunità Montana dei Sibillini.

Al Comune di Montedinove si deve un grandissimo intervento per l’incremento della mela rosa, con l’ultimo progetto che prevede l’acquisto di quasi tremila piante da mettere a dimora in un terreno di proprietà di una società comunale. Una mela magari non troppo bella da vedere come purtroppo richiede il mercato, ma perfetta per torte e dolci, e in grado di conservarsi senza problemi da ottobre ad aprile.

Proprio per celebrare la regina dei Sibillini, Montedinove dedica ogni anno alla mela, a novembre, il grande evento Sibillini in rosa.

“Abbiamo iniziato nel 1996 insieme all’Assam e alla Comunità Montana – dice il sindaco Del Duca, autentico vulcano di idee e iniziative – Con il passare del tempo la produzione è cresciuta.

Nel 2000 è nato il presidio Slow Food che ci garantisce anche sulla qualità del prodotto. Vogliamo dare opportunità agli agricoltori nel momento in cui il grano e l’orzo, ad esempio, non rendono più tanto come una volta. Ma vogliamo dare opportunità di lavoro anche agli studenti che escono dall’Istituto Agrario o a chi vuole mettersi in proprio.

L’obiettivo è anche quello di specializzarsi sulla trasformazione per settori seguendo ad esempio le filiere dell’anice, della marmellata, delle composte e dei succhi di frutta senza farsi concorrenza e puntando sul marketing”.

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