Il merletto a tombolo di Offida nella storia e nell’arte

Con il termine tombolo si intende sia il prodotto finito della lavorazione che il cuscino cilindrico imbottito di segatura (in dialetto, lu capzzal) su cui si appoggiano, fissandoli con degli spilli, i disegni da seguire e riprodurre fedelmente.

Esistono diversi tipi di lavorazione a seconda dei fusi utilizzati e generalmente si utilizzano filati di cotone. Grazie ad un lavoro di grande precisione, l’artigiano incrocia quindi velocemente i fusi e, con grande maestria e pazienza, ottiene il pregevole merletto.

Di origini antichissime, anche se difficilmente databile, il merletto a tombolo, realizzato in diverse aree d’Italia, trova quasi sicuramente ad Offida le sue radici più profonde.

Già nella seconda metà del 1300 il Maestro di Offida, artista molto attivo nel territorio marchigiano e abruzzese, ritrae il famoso merletto in alcune delle sue opere ancora oggi presenti nello splendido borgo. Gli eleganti pizzi sono ben visibili ad impreziosire forme e colori nella raffinata veste dell’Angelo dell’Annunciazione ritratto su un portale della Chiesa di Sant’Agostino.


Persino Simone de Magistris, in una tela del 1589 conservata nel Polo Museale cittadino, esalta i dettagli del merletto dipingendoli sui bordi del lenzuolo che avvolge Gesù e sulla candida tovaglia che copre l’altare dietro alle sacre figure.

Nel 1511 troviamo il primo documento in cui si cita esplicitamente la donazione di una serie di pizzi da parte del Comune alla Chiesa di Santa Croce.

A partire dal 1600, la lavorazione del tombolo si sviluppa fiorentemente in città e nelle zone limitrofe, ben presto il tombolo, oltre ad un’apprezzata e richiesta manifattura, diventa una forma di sostentamento per i maestri artigiani e per le famiglie locali.

Mostrandoci i suoi lavori, la signora Franca Mandozzi (Maestro d’arte) racconta infatti che nelle civiltà contadine le donne facevano il tombolo non solo per impreziosire il proprio corredo, ma anche per offrire un valido supporto all’economia della casa: con buona frequenza, ai maestri d’arte venivano commissionate opere per conto di ricchi signori che, apprezzando la grande qualità dei particolarissimi pizzi, ne facevano sfoggio nei loro eleganti palazzi.

Oggi non sono molte le persone capaci di realizzare questi capolavori. Offida, nel 2009, ha ottenuto il marchio di qualità “Merletto a Tombolo di Offida”, che nasce con l’obiettivo di tutelare e far conoscere questa rara manifattura.  Nazzareno Menzietti