Lorenzo Lotto. Il pittore veneziano innamorato delle Marche

I rapporti di Lorenzo Lotto con le Marche hanno segnato profondamente la sua pittura.
Nella nostra regione realizzò opere di grande intensità pittorica e grande drammaticità.

Nato a Venezia nel 1480, non si conoscono con certezza nozioni sulla sua formazione giovanile. È certo che la sua pittura mostra nei tratti l’influenza dei grandi maestri che negli anni ebbe modo di conoscere, in special modo importanti esponenti del Rinascimento, come Albrecht Dürer e Raffaello Sanzio, caratterizzarono particolarmente il suo stile.

Lotto, per il suo carattere anticonformista e mal disposto ai compromessi, lasciò ben presto la sua Venezia cercando attività e committenti, nel Nord e nel Centro Italia. Il suo lavoro non sempre apprezzato, lo costrinse ad una vita girovaga. Nel 1554, stanco e impoverito, diviene Oblato nella Santa Casa di Loreto, dove concluderà la sua carriera artistica dipingendo per i confratelli Lauretani, e dove morirà nel 1556-57.

Il Vasari, ne Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, descrive Lorenzo Lotto: “pittor veniziano, che dipinse a olio in Ancona la tavola di Santo Agostino, e lavorò in Vinegia infinite pitture. Ritrasse Andrea degli Odoni che in Venigia ha la sua casa molto adornata di pitture e sculture. Fece ancor nel Carmino di detta città, alla cappella di San Nicolò, una tavola; et figurette et animali in vari luoghi (…) Essendo anco questo pittore giovine et imitando parte la maniera de’ Bellini e parte quella di Giorgione, fece in San Domenico di Ricanati la tavola dell’altar maggiore partita in sei quadri(…) Dopo queste opere, andando Lorenzo per Ancona quando appunto Mariano da Perugia aveva fatto in Santo Agostino la tavola dell’altar maggiore con un ornamento grande, la quale non sodisfece molto, gli fu fatto fare per la medesima chiesa, in una tavola che è in San Gianni e Polo di Santo Antonio arcivescovo di Fiorenza, et infinite altre cose che si veggono per Venezia. Fu tenuto molto valente nel colorito, leccato nella gioventù; e dilettossi di finire le cose sue”.

Tuttavia la sua vita fu segnata da delusioni e insuccessi, una figura introversa e sofferta, che ha avuto la sua rivalutazione artistica solamente dalla critica moderna dell’Ottocento.

Nelle Marche Lorenzo Lotto lascia 25 capolavori distribuiti in ben otto città: Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino.

Altre opere, invece, sono custodite nelle gallerie e nei musei più prestigiosi di tutto il mondo.

Per la prima volta, grazie ad una iniziativa del comune di Macerata insieme alla Regione Marche, 20 opere e 5 disegni del grande artista rinascimentale, sono stati esposti a Palazzo Bonaccorsi di Macerata (19 ottobre 2018 – 10 febbraio 2019) nell’ambito della mostra “ Lorenzo Lotto il richiamo delle Marche”.

In parallelo, la mostra “Lorenzo Lotto portraits”, alla National Gallery di Londra, ha dato all’evento un carattere internazionale.

Le iniziative sono in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid e i musei lotteschi delle Marche.


N. M.