Furti d’auto a ripetizione sulla riviera, forse non è bastata l’Oprazione “Kuga”

di Andrea Ferretti

Il fenomeno sembrava debellato. Sembrava. Sono i furti d’auto, una piaga senza fine, soprattutto sulla riviera picena da dove è più facile far perdere le proprie tracce in pochi minuti grazie ai rapidi collegamenti (due caselli) con l’autostrada A14. La stessa arteria che veniva percorsa, fino all’Operazione “Kuga” quando a metà ottobre si chiuse la rete dei Carabinieri del comando provinciale di Ascoli su una banda di ladri pendolari che arrivavano da Cerignola (Foggia) e ripartivano con almeno un’auto rubata. Quando la mattina successiva il proprietario se ne accorgeva, era troppo tardi (pochissime quelle ritrovate intatte). Il fenomeno sta riaffiorando, e forse non è un caso che poco prima di Natale i Carabinieri della Compagnia di San Benedetto abbiano ritrovato ad Alba Adriatica (Teramo) una Land Rover rubata poco prima a Grottammare. Un Suv che forse doveva servire ai malviventi per compiere qualche “spaccata” notturna.

I Carabinieri quando illustrarono i dettagli dell’Operazione “Kuga”

Nei giorni scorsi, nel giro di poche ore, sempre a Grottammare (zona Valtesino) ne sono infatti sparite altre quattro: tre Citroen e una Golf. I residenti sono stanchi, ma anche impauriti e soprattutto molto arrabbiati. Eppure l’Operazione Kuga aveva permesso ai Carabinieri di portare dieci persone in carcere e cinque ai domiciliari. Ma gli stessi Carabinieri sapevano, e sanno bene, che tempo qualche settimana le bande finiscono per riformarsi e ripartire all’attacco. Non si tratta infatti di episodi isolati (almeno quelli venuti alla luce), per cui la guardia dei militari dell’Arma – in particolare quelli della Compagnia di San Benedetto e delle varie Stazioni dell’hinterland ad essa collegata – hanno ulteriormente alzato la guardia, ammesso che non l’avessero mai abbassata. Ma evidentemente questo non basta. Nella banda sgominata c’era pure chi, pur trovandosi ai domiciliari, continuava la propria attività criminosa uscendo di notte, compiendo furti e tornando a casa all’alba, come gli stessi Carabinieri ebbero modo di appurare nel corso delle loro indagini. Ecco allora che potrebbe essersi ricostituita sfruttando il campo (da Cupra a Porto d’Ascoli, fino alle località abruzzesi confinanti col Piceno) lasciato libero dai loro predecessori. Gente che dorme di giorno, opera di notte e colpisce tra le 2 e le 4, poi torna alla base. E, nel giro di pochissime ore, l’auto viene smontata e i pezzi rivenduti sul “mercato” italiano.

La caserma dei Carabinieri di San Benedetto

Guarda caso le auto sparite nei giorni scorsi sono Citroen e Golf. Quelle prese di mira dalla banda dell’Operazione “Kuga” erano Citroen e Golf, ma anche Peugeot e Renault. Adesso per rubare un’auto è entrata in gioco la tecnologia. Stop a forzature e vetri infranti. I malviventi collegano all’auto presa di mira una centralina esterna, e a quel punto la vettura si apre e funziona. E il ritorno alla base con il mezzo rubato? A far da battistrada ci pensa un’auto “pulita” presa a nolo prima della trasferta, dietro quelle rubate che saranno poi smembrate. I Carabinieri, tre mesi fa, esclusero la presenza di un basista. La speranza, almeno quella, è che sia ancora così.

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