Rue ostruite da auto: interpretazione ascolana dell’usucapione

Rua Lazzaro Morelli trasformata in una strada senza uscita

di Andrea Ferretti

Ruette fai da te. Ad Ascoli – famosa anche per queste sue antiche “rughe” di fronte alle quali tanti turisti rimangono incantati nonostante le cacche dei cani sparse qua e là – le rue vengono spesso utilizzate come parcheggi privati. E’ una vecchia brutta abitudine ascolana di chi interpreta l’usucapione in maniera del tutto personalistica, finendo per convincersi che la stradina dove torna per cibarsi e riposare le sue stanche membra, sia anch’essa di sua proprietà. Casi e segnalazioni non mancano. Di giorno a volte intrervengono i vigili urbani, molte altre volte no. Di notte non interviene nessuno. Basta addentrarsi nella zona che va da Piazza del Popolo a Porta Romana. Di rue ce ne sono svariate decine. Alcune percorribili, altre parzialmente percorribili, altre ancora chiuse da mezzi che sono parcheggiati all’imbocco o al loro interno.

Il codice della strada è complesso, ma i divieti di sosta si risolvono quasi sempre con una multa o, in casi estremi, con una rimozione forzata. Ma il codice penale prevede anche il reato di violenza privata nel caso di un’auto che “priva in maniera coattiva la altrui libertà di azione e di determinazione”. Quello che può verificarsi quando una vettura parcheggiata ostruisce entrata e uscita di un parcheggio pubblico, aree private, cancelli, box. Quel che è più grave è ciò che si verifica quando le auto parcheggiate bloccano veicoli di soccorso o di emergenza. In questo caso, secondo l’articolo 340 del codice penale, si configura il reato di interruzione di pubblico servizio.

Emblematico l’ultimo caso, per fortuna senza conseguenze, in rua Lazzaro Morelli. Siamo a due passi dal Polo Sant’Agostino, in una delle tante rue del centro storico che uniscono corso Mazzini e la zona che si protrae fino al Tronto. Capita (spesso) che un’auto – come testimoniano le foto – chiuda la strada perfino ai pedoni. A pochi metri di distanza, in via dei Saladini, qualche anno fa un’ambulanza fu costretta a bloccarsi, e gli operatori a correre a gambe levate per raggiungere la casa dove un uomo era stato colpito da infarto. Anche in quel caso, nonostante ripetute segnalazioni, le auto continuano a parcheggiare all’impazzata non lasciando lo spazio sufficiente per il passaggio di un’ambulanza o un mezzo dei Vigili del fuoco.