Assunzioni in Comune senza concorso E’ impossibile ricostruire l’archivio storico Tamburri (M5S): «L’Amministrazione non sa chi ha alle proprie dipendenze»

Palazzo Arengo (Foto Perozzi)

di Adriano Cespi

«Una risposta disarmante, che dice molto su come è stato amministrato il Comune in questi ultimi vent’anni». Massimo Tamburri, consigliere comunale del M5S e candidato sindaco pentastellato, legge la risposta del sindaco Guido Castelli e del dirigente del personale Pierluigi Raimondi alla sua interrogazione sul personale assunto a tempo indeterminato senza concorso pubblico e sbotta a ridere.

Massimo Tamburri

«Ma vi rendete conto? L’Amministrazione non sa neppure chi ha alle sue dipendenze. Eppure basterebbe poco, un piccolo archivio storico nel quale inserire nome del dipendente, curriculum, e profilo. Insomma, quello che fa ogni azienda privata per ogni proprio lavoratore». Tamburri si riferisce alla risposta data dal dirigente comunale alla sua interrogazione mirata a conoscere se, nel periodo 1990-2019, in Comune sono stati assunti dipendenti con contratto a tempo indeterminato senza aver effettuato il concorso pubblico previsto obbligatoriamente per legge. «I cittadini devono sapere come viene selezionato il personale, che poi devono contribuire a mantenere loro con le loro tasse» attacca Tamburri.

Sindaco e dirigente, nella motivazione data alla mancata risposta, sollevano il “carattere massivo dell’attività istruttoria tale da presupporre un notevole impiego di personale da dedicare alla ricostruzione cartacea degli archivi storici comunali in materia di personale e che comporterebbe una lunga interruzione dell’attività del servizio personale inconciliabile col rispetto dei doveri dello stesso rispetto alle scadenze legislative e finanziarie ad esso collegate”. Insomma, come se rendere noto agli ascolani quante persone in Comune sono state assunte senza concorso pubblico, e cioè con la famosa chiamata diretta, e soprattutto in base a quali leggi dello Stato questo è potuto accadere, fosse sinonimo di interruzione dell’attività comunale e non un vero e proprio dovere dell’Amministrazione.

Il sindaco Castelli (Foto Vagnoni)

«Sindaco e dirigente – sottolinea Tamburri – nella risposta sostengono che “le assunzioni che negli anni si sono succedute sono state definite in virtù di apposite procedure concorsuali, ad eccezion fatta delle assunzioni avvenute in forza di specifiche norme di legge in materia di lavori socialmente utili e di assunzioni mediante centri locali per l’impiego”. Dunque, assunzioni senza concorso pubblico, e quindi per chiamata diretta, ce ne sono. Eccome se ce ne sono. Castelli parla di specifiche norme. Quali? Perché non le cita? Perchè non le rende note? Del resto è proprio questo quello che la nostra interrogazione chiedeva. Ricordo che se ci sono assunzioni non in regola, visto che non esiste un archivio storico tutto è possibile, quelle irregolarità non vanno in prescrizione, come non vanno in prescrizione gli esborsi mensili per il pagamento dei relativi stipendi».

Pierluigi Raimondi (Foto Vagnoni)

Finito addosso ad un vero e proprio muro di gomma, Tamburri decide comunque di andare fino in fondo «perché il monitoraggio delle assunzioni pubbliche – sbotta – deve essere una cosa minima e dovuta». Ecco, quindi, pronta una nuova interrogazione. «Certo – chiosa il candidato sindaco del M5S – sto redigendo una nuova interrogazione, magari più ristretta nel riferimento temporale d’indagine, che presenterò di nuovo al sindaco. E stavolta chiederò anche quanti sono stati e chi sono stati i dirigenti che si sono succeduti alla gestione del personale in un determinato lasso di tempo».