Il farmaco solo se è “di marca” Nel 2018 spesi oltre 4 milioni

Oltre 4 milioni di euro. E’ la cifra spesa nel 2018 dai cittadini dell’Area Vasta 5, e quindi della provincia di Ascoli, per l’acquisto di farmaci “di marca”. Un importo notevole, che fa capire come in molti badino soprattutto al nome del medicinale. Esistono, infatti, prodotti equivalenti ma che hanno la “colpa” di essere meno noti.

Un modo di agire che viene considerato un abbaglio e che si deve verosimilmente alla scarsa informazione. Il farmaco equivalente, secondo la stessa Asur, ha infatti uguali caratteristiche farmacologiche e terapeutiche rispetto a quello “griffato” già presente sul mercato e non più protetto dal brevetto.
I farmaci equivalenti hanno lo stesso principio attivo, la stessa quantità di principio ed efficacia clinica, ma soprattutto gli stessi controlli e le medesime indicazioni e controindicazioni terapeutiche. A volte, fa sapere ancora l’Asur, è la stessa ditta a produrre i due farmaci che di diverso hanno soltanto il nome commerciale.
Proprio con la ferma intenzione intensificare ed accrescere l’attività di informazione e sensibilizzazione a vantaggio del cittadino e di fugare qualunque dubbio residuo riguardo i farmaci equivalenti, l’Area Vasta 5 ha iniziato una campagna di informazione, attraverso la distribuzione dell’opuscolo “Io equivalgo” presso gli studi dei medici di famiglia.
I dati Istat confermano che il 9,5% degli italiani rinuncia a curarsi e le segnalazioni che giungono al Tribunale per i diritti del malato e al Servizio Farmaceutico dell’Area Vasta, confermano che i costi più difficili da sostenere per le famiglie sono quelli relativi ai farmaci.
Il Servizio Farmaceutico presso gli ospedali di Ascoli è San Benedetto è a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito alla problematica.