Posted on: 15 Settembre 2019 Posted by: Nazzareno Menzietti Comments: 0

“Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architettori” di Giorgio Vasari racconta un Raffaello di grande capacità tecniche, grazia e talento uniti alle migliori doti umane. 

“Quanto largo e benigno si dimostri talora il cielo nell’accumulare in una persona sola l’infinite richezze de’ suoi tesori e tutte quelle grazie è più rari doni che in lungo spazio di tempo suol compartire fra molti individui, chiaramente poté vedersi nel non meno eccellente che grazioso Raffael Sanzio da Urbino. Il quale fu dalla natura dotato di tutta quella modestia e bontà che suole alcuna volta vedersi in coloro che più degl’altri hanno a una certa umanità di natura gentile aggiunto un ornamento bellissimo d’una graziata affabilità, che sempre suol mostrarsi dolce e piacevole con ogni sorte di persone et in qualunche maniera di cose […] Laonde, si può dire sicuramente che coloro che sono possessori di tante rare doti, quante si videro in Raffaello da Urbino, sian non uomini semplicemente, ma, se è lecito dire, dèi mortali; e che coloro che nei ricordi della fama lasciano quaggiù fra noi mediante l’opere loro onorato nome, possono anco sperare d’avere a godere in cielo con degno guidardone alle fatiche e merti loro”.

Raffaello Sanzio, Madonna Aldobrandini 1510 circa – Olio su tavola -National Gallery Londra

Sempre per il Vasari, Raffaello Sanzio sarebbe nato e morto lo stesso giorno alla stessa ora: Venerdì Santo alle ore 3, data e ora della morte di Cristo.

Raffaello trovò ad Urbino l’ambiente ideale per la sua crescita e per la sua creatività. Fu avviato all’arte fin da bambino, quando nella bottega del padre Giovanni Santi imparò a conoscere e sperimentare le tecniche della pittura da un maestro già esperto e abbastanza apprezzato.

Il tirocinio con Pietro di Cristoforo Vannucci (detto il Perugino), l’influenza di Piero della Francesca e il contatto con tanti artisti del tempo che in quel periodo lavorarono alla corte dei Montefeltro, fecero di Raffaello un indiscusso protagonista del Rinascimento.

Raffaello, che molto apprese dal suo maestro, con le sue particolari doti e uno straordinario talento, sviluppò rapidamente uno stile tutto suo: lo studio della prospettiva, il rapporto tra spazio e figure, la luminosità dei colori, la cura del dettaglio e la bellezza dei volti dipinti, fecero ben presto di lui un artista molto amato e apprezzato.

A soli 16 anni Raffaello terminò l’apprendistato e fu in grado di aprire una sua bottega. Nella sua breve vita (morì a 37 anni) produsse un numero considerevole di opere e una serie di affreschi, tra i quali quattro stanze in Vaticano volute da Papa Giulio II.

Il 2020 è l’anno del cinquecentesimo anniversario dalla morte del grande pittore rinascimentale e illustre cittadino marchigiano. Dunque, con i riflettori puntati su Raffaello e le sue straordinarie opere, le maggiori città italiane ed europee festeggiano l’evento con una serie di grandi mostre ed esposizioni.

Urbino, sua città natale, dal 3 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 dà il via alle celebrazioni nella Galleria Nazionale delle Marche con la mostra Raffaello e gli amici di Urbino, che presenta il giovane artista nel contesto storico e artistico della corte rinascimentale.

La mostra è organizzata dal Polo Museale delle Marche, in collaborazione con il Comune di Urbino e la Regione Marche.

In concomitanza con la mostra Raffaello e gli amici di Urbino, sempre nella Galleria Nazionale delle Marche sono esposte 147 maioliche rinascimentali provenienti da una collezione privata.

Un evento di grande portata, dal titolo Raphael Ware. I colori del Rinascimento, che unisce l’altissima qualità delle ceramiche all’espressività delle pitture rinascimentali che tanto hanno influenzato questa arte.

Tutte eccezionali le altre sedi scelte per le mostre, dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano ai Musei Vaticani, alla National Gallery di Londra che dedicherà al maestro rinascimentale la mostra (supportata dal gruppo finanziario svizzero) The Credit Suisse Exhibition: Raphael (in programma dal 3 ottobre 2020 al 24 gennaio 2021). La mostra metterà in evidenza il ruolo che l’artista ha avuto nella storia dell’arte occidentale, dai suoi tempi fino a oggi. Oltre 90 le opere in mostra, con prestiti provenienti dal Louvre, Musei Vaticani, Uffizi, National Gallery of Art di Washington DC e Museo Nacional del Prado.

La Regione Marche -recentemente nominata da Best in Travel 2020, la seconda regione al mondo da visitare – in collaborazione con ENIT, Aerdorica – Aeroporto delle Marche e Agenzia Nazionale Turismo, e con il patrocinio del MIBACT, ha realizzato nel terminal dell’aeroporto di Falconara la mostra Raffaello Una mostra impossibile, 45 dipinti fedelmente riprodotti in scala 1:1 (compresa la scuola di Atene) verranno esposti al pubblico nello scalo aeroportuale marchigiano dal 22 novembre 2019 al 6 gennaio 2020. Dopo gennaio, la mostra approderà a Le Carrousel du Louvre a Parigi dal febbraio 2020, per poi toccare altre città europee fino a giungere in Russia.

Nei Musei Civici di Palazzo Pianetti di Jesi (in programma per il periodo 6 giugno 2020 – 6 gennaio 2021 e slittata a settembre 2020 – aprile 2021), sarà allestita la mostra Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mitodella Roma antica,con documenti originali del tempo e ausili tecnologici che ricostruiranno alcune opere eseguite durante il periodo romano, con una lettura collegata allo studioso jesino Angelo Colucci. Secondo alcune interpretazioni, l’umanista marchigiano avrebbe avuto un ruolo addirittura determinate nella progettazione dei temi e dei contenuti della Stanza delle Segnature.

Casa natale di Raffello

In programma originariamente dal 4 aprile al 5 luglio 2020 e al momento rimandata a data da destinarsi, la mostra La Madonna di Loreto di Raffaello. Storia avventurosa e successo di un’opera, nel Museo Pontificio Santa Casa di Loreto, organizzata in collaborazione con la Regione Marche e con la consulenza dei Musei Vaticani,è una buona occasione per conoscere la storia della Madonna del velo o Madonna di Loreto,soggetto molto caro a Raffaello: una replica, della bottega dello stesso maestro urbinate, fu donata al santuario lauretano nel XVIII secolo, oggi non se ne hanno più tracce. Insieme ad opere di confronto, sarà esposta anche una Madonna attribuita a Raffaello e appositamente restaurata per l’occasione.

Di particolare rilievo la mostra Raffaello 1520-1483, alle Scuderie del Quirinale, in collaborazione con gli Uffizi di Firenze che mette a disposizione le opere esposte. L’esposizione era in programma dal 5 marzo al 14 giugno 2020: in seguito alla chiusura al pubblico per effetto del DPCM dell’8 marzo 2020, è nel frattempo visitabile online attraverso un suggestivo video-racconto, Una passeggiata in mostra. Il video è visibile sul sito www.scuderiequirinale.it e sugli account social ufficiali, in particolare sul canale YouTube delle Scuderie del Quirinale.