Il lavoro del vasaio al tempo dei Piceni

archeopercorsi piceno

Nelle sue fasi iniziali, l’argilla è prevalentemente lavorata a mano e presenta un impasto ricco d’inclusi (sostanze organiche, di origine animale e vegetale, calcaree e ossidi di ferro) che conferiscono al vaso resistenza durante il processo di cottura. Solo in un secondo momento (VI sec. a.C.) viene introdotto l’uso del tornio.

ceramica picena archeopercorsi

La ceramica picena presenta numerose peculiarità che la distinguono dalle altre produzioni italiche, quali i motivi decorativi geometrici prevalentemente incisi e non dipinti, come i vasi d’importazione, la colorazione arancio-rossastra o grigio-bruna, dovuta dalla presenza di sostanze organiche nell’impasto e da un mancato controllo durante il processo di cottura e le diverse tipologie morfologiche locali prodotte in questo periodo. Le forme caratteristiche attestate sono kothon, biconico, anforette, calici quadriansati su piede, kantharos e vasi multipli.

La sperimentazione di alcuni processi tecnologici sulla lavorazione della ceramica permette di ottenere alcune informazioni utili sulle fasi della modellazione a mano e la cottura in fossa dei vasi.

La foggiatura della ceramica prevede diverse fasi iniziali fondamentali: la raccoltadelle argille, la stagionatura per migliorare la plasticità, la depurazione da inclusi organici grossolani, la composizione dell’argilla con l’aggiunta di acqua e degrassanti (sabbia, sostanze organiche, frammenti di rocce).

archeopercorsi piceno

Ottenuto l’impasto, si procede con la modellazione a mano o a colombino, con la rifinitura delle superfici con l’ausilio di stecche di legno o pietra, con la decorazione e, infine, con l’essicazione,fase fondamentale nel processo di foggiatura.

Tra le varie indagini è stata eseguita la cottura in fossa, attestata dalla Preistoria fino agli inizi dell’età del Ferro, dove saranno introdotti i primi forni.

La tipologia dei forni primitivi consisteva nella realizzazione di un’unica buca, solo con l’età del bronzo diventano due, larga m.1,20 e profonda m. 0,50-60 che fungeva da camera di cottura e combustione all’aperto. Intorno alla fossa erano deposti i vasi per il preriscaldamento e per l’eliminazione dell’acqua presente all’interno del manufatto. Con questo tipo di cottura, molto lenta, si raggiungono i 700°- 800° C. Uno dei limiti, che poi fu risolto con le fornaci chiuse, è quello del controllo della temperatura e dell’areazione della combustione.

archeopercorsi piceno

Archeopercorsi, crea la tua Conoscenza!

“La tradizione è la custodia del fuoco, non l’adorazione della cenere”.

(Gustave Mahler)

Passione, amore e dedizione sono gli ingredienti che contraddistinguono Archeopercorsi. “Crea la tua Conoscenza” è il nostro motto perché tante sono le strade del passato percorribili ancora oggi e ognuno di noi può scegliere quella che trova più adatta a soddisfare la propria curiosità.

Siamo un gruppo di laureati che hanno in comune il desiderio di promuovere le bellezze storico e artistiche del nostro territorio, attraverso percorsi interattivi e insoliti.

Grazie alla collaborazione di enti locali è stato possibile realizzare una serie di interventi, quali eventi animati (OPHIS 2019 ad Offida), formazione, ricerca, itinerari culturali e laboratori didattici dedicati in particolare all’argilla (per quanto riguarda la formazione, la nostra proposta riguarda nello specifico alcuni aspetti dell’artigianato nel mondo italico preromano, IX- III secolo a.C.) e alla sua lavorazione mediante lo studio e l’applicazione delle tecniche antiche (Conoscere il territorio, 2019 a Castel di Lama).

La ricostruzione della lavorazione dell’argilla e del lavoro del vasaio rappresentano solo una parte della ricerca sui materiali e sull’artigianato antico che la nostra associazione, in collaborazione con altre realtà locali, si propone di approfondire con la finalità di ricostruire e diffondere la conoscenza di usi e costumi delle civiltà antiche.