Tullio Pericoli, l’artista piceno rende omaggio ai paesaggi della sua terra con una mostra al Palazzo dei Capitani del Popolo

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Tullio Pericoli. Forme del Paesaggio 1970-2018

Tullio Pericoli nasce nel 1936 a Colli del Tronto, attratto dal disegno fin da bambino, decide di interrompere gli studi di giurisprudenza a cui il padre lo aveva avviato.

L’artista piceno è affascinante, sia per il contesto storico in cui si sviluppa la sua opera, sia per la lunga fase creativa. Il suo stile trova ispirazione direttamente nella natura, la sua tecnica rappresenta fondamentalmente una rottura con il passato e un’apertura verso la novità. Linee e forme in continuo movimento sono il punto di forza di un artista che in ogni opera ha saputo catturare l’attenzione e l’emozione dello spettatore.

Dopo aver collaborato con alcuni giornali locali, nel 1961 si trasferisce a Milano, dove inizia a lavorare con Cesare Zavattini nell’ambito della sua attività fumettistica. Dal 1970 Pericoli dopo una grande ricerca artistica, inizia l’attività pittorica che nell’ultimo ventennio culmina nella pittura principalmente dedicata ai volti e al paesaggio.

La prima fase del suo lavoro, è il periodo delle “geologie”: dal 1970 al 1973, l’artista dipinge sezioni di materie sovrapposte con evidente riferimento alla stratificazione, segno di attività sismica nelle colline.

Dal 1976 al 1983, il tema principale diviene il paesaggio, squarci luminosi, vedute e orizzonti a matita o acquerello intorno segni di vecchie scritture.

Dagli anni Novanta ai primi anni del 2000, la pittura di Pericoli ha ancora come sfondo i paesaggi collinari delle Marche, forme e geometrie armoniche di grande effetto. Successivamente la profondità del paesaggio sarà il motivo conduttore delle ultime creazioni.

Pericoli e le sue opere sono la testimonianza di un artista in continua evoluzione che, nel corso della sua esperienza, ha sempre innovato ed evidenziato gli elementi e gli aspetti morfologici dei paesaggi collinari marchigiani.

Tullio Pericoli, dopo la mostra ad Ascoli Piceno del 1958 e quella del 1960, rende di nuovo omaggio alla sua terra. A distanza di più di 50 anni, torna ad esporre nel Piceno. Dal 22 marzo 2019 al 3 maggio 2020, una selezione di 165 opere sono ad Ascoli nel rinascimentale Palazzo dei Capitani del Popolo.

Ascoli Piceno ricorda il dramma del sisma 2016 con le opere del grande artista, un passaggio artistico che sottolinea il territorio ferito. L’artista collega le sue immagini visionarie alla ferita del territorio, l’arte della sua pittura esplora i luoghi del cuore, strade sbarrate, frane e rovine sono impressi nelle tele e gridano allo spettatore attonito da una parte la fatica e dall’altra l’influenza spesso negativa dell’uomo sul paesaggio, un aspetto contrastante e bivalente che caratterizza la storia della civiltà.

L’artista con una strepitosa carriera, mostre e riconoscimenti internazionali, si colloca tra i grandi interpreti nel nostro secolo.

Abbinato alla mostra, un dettagliato catalogo edito dalle Edizioni Quodlibet, con testi di Silvia Ballestra, Claudio Cerritelli e Salvatore Settis.


“Tullio Pericoli. Forme del Paesaggio. 1970-2018”
Palazzo dei Capitani del Popolo, Primo Piano
Ascoli Piceno

Orari di apertura: dal martedì al venerdì 10,00-13,00 e 16,00-19,00
sabato e domenica 10,00-20,00 orario continuato

N.M.