Posted on: 24 Maggio 2020 Posted by: Laura Ricci Comments: 0

La CongregaSecond Hand Made è un laboratorio di arti tessili in cui si progettano e realizzano manufatti d’arredo e d’uso, attraverso il recupero creativo e la reinvenzione, muovendosi tra culture, popoli e costumi.

È una produzione contemporanea di oggetti tessili funzionali e originali, che spesso nasce dal reinterpretare tessuti e loro utilizzi, con una straordinaria capacità di armonizzare vecchio e nuovo e “raccontare con il filo”.

I tessuti di base sono tutti naturali, in lino, cotone, canapa (seta e lana per gli arazzi) e sono anche realizzati in diversi colori con procedimenti antichi di tintura naturale, come quello riscoperto e interessantissimo legato al guado, pianta tintoria usata sin dall’antichità per ottenere una particolare tonalità di blu, la stessa che si trova nei dipinti di Piero della Francesca.

I tessuti di nuova manifattura utilizzati da La Congrega per le sue creazioni sono prodotti dalla storica ditta Sironi (Gallarate – MI). Sono realizzati su telai antichi e conservano le denominazioni delle origini, come tela sovrana, tela medievale, rinforzo Venezia.

© Marco Biancucci

Il laboratorio utilizza anche vecchi tessuti naturali realizzati su telai manuali dei quali le campagne marchigiane erano ricche: ogni casa colonica aveva il proprio telaio, per produrre teli di lino o canapa per i corredi delle spose. Riposti in bauli e nelle soffitte, riemergono ancora nelle case molti di questi rotoli di tessuto: accuratamente trattati, riacquistano la loro bellezza e si prestano agli usi e riusi più vari.

Da La Congrega i tessuti si incontrano di volta in volta con vecchi incassi, pizzi e merletti, che portano con loro incantevoli tracce dell’artigianato di tradizione, o anche con semplici scarti di tessuto che “dormono nei cassetti”. Per un risultato ogni volta nuovo e unico.

Quello che stupisce è l’infinita inventiva di Valeria David, da più di quarant’anni volto rappresentativo de La Congrega e del settore tessile marchigiano, e di Emanuela Micucci, anima creativa contemporanea della produzione che la affianca da molti anni in questa avventura.

La loro creatività si nutre di recupero, rinascita, riuso, dando vita a manufatti totalmente nuovi che vivono di vita propria e del proprio originale racconto. Dai tessuti riaffiorano storie di tradizione artigiana locale, di vita rurale e di tessiture domestiche al telaio, che si uniscono oggi a tutto quello che con il filo può essere tracciato ed evocato, in un continuo scambio culturale e temporale.

“Il tessile è un linguaggio e ci permette di raccontare tante storie” afferma con passione Valeria David.

La sua è “una produzione contemporanea che piace a tutti, anche ai giovani”, come lei stessa la definisce. E negli anni dello storytelling diffuso, porta a scoprire un nuovo modo di raccontare e raccontarsi, che è in fondo una necessità naturale dell’uomo, connaturata alla stessa organizzazione del pensiero e del linguaggio.

Tutto torna se pensiamo a quanto nel tessile ci sia di assimilabile al linguaggio e alla struttura del racconto: la presenza di un intreccio, l’intersecarsi di trama e ordito, l’ispirazione e lo scambio tra più culture, il fatto di mettere insieme creatività e tecnica, saperi universali e pensieri personali, dando vita a qualcosa di bello, che qualcuno vorrà “leggere”, interpretare e comprendere.

© Marco Biancucci

All’atelier La Congrega di via Orefici, nel centro storico di Ancona, si realizzano manufatti d’arredo che parlano di storie ben precise, legate all’identità di chi le ha realizzate, alla storia degli elementi di recupero, alle esigenze di chi richiede un particolare lavoro personalizzato. La Congrega lavora infatti anche su commissione, e realizza non solo prodotti su misura, bellissimi cuscini, copriletti, tende e tovaglie, ma soprattutto prodotti a misura del personale racconto di ciascuno.

Nascono così gli arazzi d’arredo, manufatti nei quali si concretizza la naturale propensione del laboratorio e del suo gruppo di lavoro, verso la fusione, il mix di culture, riferimenti temporali, storie, pensieri e colori.

© Marco Biancucci

La Congrega sperimenta anche nel campo dei prodotti turistici di eccellenza, descrivendo le vedute di Ancona e tracciando con il filo schizzi e panorami cittadini su tessuti naturali.

© Marco Biancucci

È questa l’essenza del laboratorio che muovendosi tra produzione tessile contemporanea, recupero creativo, lavoro di ricerca di abiti e tessuti, promozione del territorio e della sua arte, organizzazione di eventi, mostre e attività di formazione, dà al mondo del tessile una sua identità ricca, multiforme e definita, collocata in un ambito creativo denso di conoscenze, formate in decenni di esperienza.

La competenza di Valeria David come artigiana e ricercatrice spazia anche nell’ambito del restauro tessile.

© Marco Biancucci

Il restauro è un’attività che vede il team del laboratorio particolarmente impegnato in pazienti interventi su manufatti di varie epoche e di diverse tipologie.

I progetti di restauro sono sempre elaborati sulla base di un’analisi attenta delle tecniche di esecuzione e dei materiali, e sono improntati al criterio della reversibilità. Vengono eseguiti utilizzando materiali collaudati, selezionati sulla base della loro affinità con l’originale, e nel pieno rispetto del manufatto sul quale si interviene e del suo contesto storico.

Importanti le esperienze del laboratorio nel campo del restauro. Come quella legata alla nascita del Museo della Cripta di Monsampolo del Tronto, nel Piceno. Il laboratorio tessile La Congrega ha infatti curato tutte le fasi del restauro degli abiti rinvenuti insieme ai corpi mummificati.

Il Museo della Cripta di Monsampolo: la straordinaria conservazione e il restauro delle vesti

Durante lavori di scavo per la ristrutturazione della chiesa della SS. Assunta nel 2003 a Monsampolo del Tronto, sono state rinvenute ben venti mummie e vestiti appartenenti ad abitanti di una piccola comunità agricola delle Marche del sud, risalente ad un periodo compreso tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo.

I vestimenti erano indosso alle mummie e nel luogo di sepoltura che corrisponde alla Cappella della buona morte nella Cripta della Chiesa.

Un ritrovamento eccezionale, sia per il processo spontaneo di mummificazione dei corpi, sia per la quasi perfetta conservazione delle vesti. Si tratta infatti di abiti in fibre vegetali, lino, canapa e ginestra, che solitamente si decompongono. In questo caso, particolari condizioni microclimatiche ne hanno favorito la conservazione.

Il Museo della Cripta è il frutto del lavoro di restauro durato sette anni. Dal 2013 si possono così osservare, nella cripta della chiesa, sia i corpi mummificati che, in vetrine separate, gli abiti restaurati.

Gonne ricche di pieghe, camicie ornate con preziosi ricami e merletti, gilet maschili a righe rosse, minuscoli bottoni di filo: ciò di cui si aveva testimonianza solo attraverso dipinti dell’epoca, ora è fruibile concretamente.

Molto interessante, per approfondire ulteriormente, il libro L’ultima veste, dedicato all’abbigliamento funebre delle mummie di Monsampolo del Tronto.

La banca dati del tessile

La Banca dati del tessile è un’altra testimonianza del grande lavoro di ricostruzione storica, culturale e di costume che La Congrega ha portato avanti nei suoi oltre quarant’anni di attività.

Storie importanti, le più diverse, curiose e interessanti sono raccontate da più di 3.000 manufatti tessili di varie epoche – dal Settecento agli anni Settanta del Novecento – che costituiscono “la vera collezione”, frutto dell’incontro tra manifatture artigianali europee ed extraeuropee del bacino del Mediterraneo, e rappresentazione dell’evoluzione del gusto e della moda.

Sono capi di abbigliamento, tessuti e manufatti d’arredo. Alcuni sono oggetti d’uso finiti, altri sono frammenti realizzati con le più svariate tecniche di produzione, dai ricami ai merletti, alle tessiture. Il tessuto offre infinite possibilità di analisi e indagine storico-culturale, che consente di decodificare usi, costumi, transiti e fusioni culturali.

Tutti gli oggetti sono catalogati per tipologie e fotografati, ed è grazie a questo lavoro di enorme valore culturale che l’atelier La Congrega riesce a rendere fruibile il materiale raccolto e a dare vita a interessantissime mostre tematiche. Anno dopo anno, esposizioni, eventi, workshop vedono protagonista il tessile sotto tante forme e da tanti punti di vista: camicie, borsette, arazzi, “tatuaggi tessili”, tessuti a pieghe, coperte ai ferri, broccati e damascati, nappine e bindelli, “ricami di seconda mano”.

È in questo e in tanti altri modi che La Congrega lavora alla divulgazione dei saperi che derivano dall’esperienza quotidiana dell’arte tessile. Il primo e più determinante modo è lo stesso da sempre: formare, insegnare, tramandare. Ed è per questo che l’atelier guidato da Valeria David, Maestro Artigiano, è anche un laboratorio creativo aperto alla divulgazione della conoscenza sul tessile e quindi una Bottega Scuola, riconosciuta dalla Regione Marche, e qualificata per accogliere tirocinanti che vogliano intraprendere un percorso importante, diretto e diversificato nell’artigianato del tessile.

La Congrega è inserita negli Archivi della moda del Novecento, importante censimento promosso dalla Direzione Generale degli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che vede annoverate le più importanti aziende italiane del settore tessile che hanno operato nel corso del XX secolo.

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