Posted on: 24 Giugno 2020 Posted by: Laura Ricci Comments: 0

L’opera di Alessandro Virgulti è la rappresentazione di un percorso.

Il percorso inizia da una passione quasi connaturata per la materia prima, il travertino, e dal rapporto stretto con la cava madre: il suo laboratorio è immerso nella natura aspra della cava di Rosara, vicina ad Ascoli Piceno, gioiello di travertino.

Dalla lastra alla realizzazione del pezzo unico artigianale: in mezzo ci sono tanto studio, sperimentazione sui materiali e ricerca nelle tecniche, valorizzati e trasformati da legami e ispirazioni forti tratte dai luoghi d’origine.

Un percorso di vita, dunque, di formazione e crescita artistica e personale, come uomo e come artigiano.

© Marco Biancucci

Un creativo, così si definisce e si racconta.

“Sono partito dal concettuale, dall’arte contemporanea. Inizialmente frequentavo il corso di restauro all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Poi i primi approcci alla scultura, durante il biennio del corso di scultura, sempre all’Accademia. Solo successivamente mi sono rivolto all’artigianato, per vivere.

Il mio cambio di rotta, dall’arte contemporanea all’artigianato, mi ha portato ad essere un creativo nell’artigianato del travertino e a ideare e progettare con l’obiettivo di far toccare arte contemporanea e artigianato. L’arte contemporanea, da cui sono partito, resta parte di me, del mio percorso creativo. È stata d’altra parte un’esperienza breve ma molto intensa, con premi e diverse soddisfazioni personali, e particolarmente influenzata dalla conoscenza del docente dell’Accademia Franko B, titolare della cattedra di Scultura. Ha aperto a me e ai miei compagni di corso tante possibilità nuove, ci ha portato a Londra in studi di artisti, ci ha coinvolto in mostre e progetti creativi contemporanei.

Allo stesso tempo, anche l’artigianato del travertino era parte di me già allora. La mia tesi di laurea in scultura l’ho dedicata proprio alla cava di travertino che sarebbe poi diventata il centro della mia produzione creativa successiva. La tesi era infatti sul recupero e bonifica di una cava e sul suo riadattamento ad uso artistico, non solo per la produzione artigianale ma anche come contenitore di esperienze culturali, location per attività e performance artistiche. E anche per attività didattiche.

La didattica in cava è molto importante e mi sta particolarmente a cuore. Mostriamo a bambini e ragazzi la cava, come si svolgeva l’estrazione al tempo dei Romani fino ad oggi, li coinvolgiamo in attività pratiche con scalpelli leggeri e martelli per realizzare in un’ora un manufatto da portare via con loro. Poi dimostriamo come creare un arco a secco utilizzando dei mattoncini che realizzo in travertino. E infine, mattoncini a volontà per creare liberamente”.

© Marco Biancucci

Il kit di mattoncini è una curiosa e simpaticissima idea creativa di Alessandro Virgulti che, in una busta in iuta firmata Cave Cavam, inserisce 100 mattoncini in travertino (mini conci a forma di parallelepipedo che permettono molte combinazioni) e un sacchetto di ghiaia, per realizzare la magia di creare un arco e comprendere in modo pratico le spinte che ne caratterizzano la struttura, aiutandosi con una lattina o un oggetto di forma cilindrica. Un interessante tutorial su YouTube (CAVE CAVAM – Tutorial arco) illustra questa tecnica e permette di costruire la propria miniatura di arco a casa, utilizzando i bei mattoncini in travertino di Cave Cavam, un prodotto destinato a tutti, bambini, appassionati di modellismo, di ricostruzioni di edifici in miniatura e allestimenti di presepi.

© Marco Biancucci

“La cava di estrazione del travertino in cui lavoro e in cui si trova il mio laboratorio è di origine romana. Finì nelle mani di un contadino, mio nonno, che scavò finché poté mantenere in questo modo la famiglia, poi destinò la cava a stalla e riparo per gli animali. In cava mio nonno aveva anche la sua officina in cui creava, inventava strumenti per il suo lavoro in campagna. Era portato per l’artigianato e per la creatività. E in questa officina, che lui ha originariamente allestito, ho trovato tanti spunti, ricordi e nutrimento per la mia creatività.

Negli anni successivi purtroppo la cava finì in totale abbandono, anche diventando un luogo paludoso, in cui l’acqua penetrava attraverso le ferite della roccia. E decisi di bonificarla io, fisicamente e personalmente, anche guidando uno scavatore, cercando di immaginarla senza la vegetazione che la riempiva in modo disordinato, iniziando passo dopo passo a prendermene cura e a trasformarla in un luogo di creatività e produttività artigianale ma anche di accoglienza al pubblico, aperto alla gente. È un cantiere in evoluzione. Molto lento, meditato e consapevole, e per questo unico e particolare. Così come è lento e meditato il percorso creativo che mi ha portato fino a qui”.

© Marco Biancucci

L’infinita creatività di Alessandro Virgulti e la sua anima di artista contemporaneo trasposta nell’artigianato di tradizione sono evidenti sia nel rapporto particolare e sentito che ha con la materia, sia nel carattere delle sue produzioni più contemporanee che presto avranno una loro collocazione specifica in una vetrina ad hoc, in via Tibaldeschi, a pochi metri dallo shop Cave Cavam, aperto nel 2016 in Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno.

“Nella galleria dedicata alla mia produzione contemporanea troveranno posto pezzi di artigianato originali e molto elaborati, tornerà qualche oggetto scultoreo e saranno protagonisti dei soggetti di carattere più personale, degli azzardi su lastra di travertino, delle incisioni particolari, anche su superfici molto grandi. È il tentativo di fare un passo ulteriore, per sperimentare come creativo ma anche per crescere come persona”.

© Marco Biancucci

Tutta l’opera di Alessandro Virgulti su travertino è comunque il frutto di una progettazione creativa e dell’utilizzo di tecniche che hanno lo scopo di trasformare l’artigianato a contatto con uno spirito contemporaneo, rivoluzionarlo da dentro, sin dal suo modo di relazionarsi con la materia.

L’utilizzo che fa degli acidi su travertino per creare “superfici improvvisate”, porosità e disegni naturali è ad esempio uno dei frutti di questa ricerca, una ricerca figurativa che trae la sua ispirazione e dà per così dire una continuità, un proseguimento naturale, alle reazioni vive e imprevedibili che ogni lastra di travertino ha a contatto con gli acidi.

“La goccia d’acido che cade sul travertino crea degli effetti, delle porosità, delle macchie simili a nuvole, a chiome di alberi, a seconda della concentrazione d’acido che utilizzo e delle caratteristiche della singola pietra che ha comunque già in sé una base, una sorta di pittura naturale che caratterizza la sua texture. A quel punto inchiostro la superficie che si è venuta a creare, con le sue nuove porosità, e decido cosa stuccare e dove distribuire il colore, in modo da dare vita al dipinto su travertino, ogni volta veramente unico”.

In ogni sua creazione, il filo conduttore è cercare di unire una cosa comune ad un ingrediente che la renda più curiosa. Ecco quindi tra le sue produzioni in travertino, delle sculture che si scompongono e diventano scatole, oppure degli scrigni in pietra, invece dei più consueti in legno, con serratura e chiave.

© Marco Biancucci

In questa direzione creativa e di ricerca dell’inconsueto si muovono anche le collaborazioni che intesse con gli altri artigiani, in particolare con gli orafi, per la realizzazione di scatoline in travertino per le fedi. E anche le collaborazioni che stabilisce con i clienti, dimostrandosi sempre molto aperto alle personalizzazioni e alla realizzazione di progetti, anche i più curiosi, che gli vengono commissionati.

“Quello che più mi soddisfa nel mio lavoro e nel modo in cui cerco di portarlo avanti, è il rapporto personale con il pubblico, anche solo per discutere e confrontarsi, senza troppi filtri o troppa rigidità”.

E l’artigianato è anche concretamente questo: un rapporto diretto e immediato con chi si ha di fronte e con le sue idee, un dialogo creativo che dà a ciascuno la possibilità di veder realizzato qualcosa di unico e prezioso che terrà con sé per sempre.

Alessandro Virgulti è un Maestro artigiano riconosciuto dalla Regione Marche e il suo laboratorio ha ottenuto il marchio di qualità 1M – Marche Eccellenza Artigiana.

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