Posted on: 24 Giugno 2020 Posted by: Laura Ricci Comments: 0

Creare gioielli è una passione. È difficile spiegare cosa voglia dire per un artigiano vederli prendere vita a partire dal disegno, per poi seguirli nella loro evoluzione, passo dopo passo, pezzo dopo pezzo, levigarli, lucidarli, curarli in ogni minimo dettaglio, e finalmente vederli indossati.

Daniele Gaudenzi e Mauro Longhini ci hanno raccontato il proprio inguaribile amore per l’arte orafa facendoci entrare nel loro laboratorio, lo Studio A Tre, e mostrandoci le magie che compiono ogni giorno per dare vita a piccole accuratissime sculture da indossare.

L’arte orafa è effettivamente un po’ magia, un insieme misterioso di creatività e tecnica che dà concretezza alle idee più fantasiose e dà vita a incredibili oggetti preziosi. Basti pensare ad una tecnica tanto antica eppure così contemporanea negli effetti che consente di ottenere, come quella della fusione in osso di seppia, particolarmente cara al laboratorio artigiano Studio A Tre.

“La fusione in osso di seppia permette di imprimere sul metallo le striature naturali dell’osso, semplicemente utilizzando l’osso di seppia, diviso in due parti perfettamente levigate e combacianti, come un crogiolo in cui colare il metallo fuso”.

Fusione in osso di seppia © Marco Biancucci

Il risultato è incredibile: onde, particolari effetti luce-ombra, lucido e opaco che si alternano e si rincorrono, una sorta di vera e propria vibrazione visiva e tattile impressa sull’oro.

© Marco Biancucci

Il materiale principe per i gioielli realizzati da Daniele Gaudenzi e Mauro Longhini è l’oro giallo.

Perché l’oro giallo? “Per la sua tonalità calda. L’oro giallo è inimitabile in questo senso. L’oro bianco è freddo, permette di esaltare la luminosità delle pietre, in particolare dei diamanti. Lo usiamo a contrasto con l’oro giallo, ad esempio in pavé di brillanti. Ma è l’oro giallo che prevale, e che permette di ottenere risultati in termini di effetti di luce che l’oro bianco non consente di avere. Con l’oro giallo si può realizzare una parte del gioiello spazzolata, una lucida, una opaca, dando all’oggetto quelle caratteristiche di movimento, di profondità e luminescenza differenziate tipiche del gioiello-scultura”.

E cosa vi appassiona di più realizzare? Senza esitazione: “Gli anelli. Ci piace l’idea di una piccola scultura da indossare su una mano. Spesso è caratterizzata anche solo dall’oro, senza l’utilizzo di pietre preziose, con gli effetti di luce che contraddistinguono la nostra creatività e il nostro modo di creare gioielli, basato sulla lavorazione a mano”.

Sì, perché ciò che distingue una produzione d’artigianato orafo è proprio questo: “L’originalità dell’idea, del design, la cura estrema del dettaglio che c’è nel gioiello artigianale. L’iniziare a creare partendo dal disegno, anche un semplice schizzo abbozzato su un foglio, che poi si evolve durante il lavoro stesso di produzione del gioiello”.

La tecnica manuale che permette di liberare l’estro creativo e valorizzare al massimo le capacità e l’alta competenza artigianale è la tecnica a lastra e filo: “I lingotti d’oro sono tirati a lastra o a filo al laminatoio, in diversi spessori e dimensioni, e quello che ne esce sono appunto lastre e fili d’oro che danno all’artigiano possibilità infinite, per realizzare forme geometriche, intrecci fantasiosi, senza alcun limite”.

Non solo semplici lastre e fili d’oro, quindi, ma stimoli infiniti all’inventiva dell’orafo, elementi di base per iniziare a sognare e dare concretezza alle idee.

La tecnica a lastra e filo prevede la creazione esclusivamente a mano di tutte le parti del gioiello, compresi castoni e particolarissimi alloggiamenti delle pietre, pensati per valorizzare e stupire con pietre preziose e pietre dure, accuratamente scelte per le loro originali sfumature naturali di colore.

La tecnica a lastra e filo è quindi testimonianza e garanzia di creazione di un pezzo unico ed esclusivo. Una tecnica di modellazione da grandi orafi, un alto lavoro creativo e artigianale che in Studio A Tre è anche capacità di tradurre la tradizione in design contemporaneo.

© Marco Biancucci

La contemporaneità per Daniele Gaudenzi e Mauro Longhini è prima di tutto geometria. Un intreccio di linee eleganti, di giochi di luminosità che percorrono il gioiello e lo rendono vibrante alla luce, capace di sorprendere da ogni angolazione, anche senza il bisogno di utilizzare pietre preziose, ma attribuendo all’oro molteplici finiture. Lastre d’oro lucidissime si trasformano in superfici riflettenti, alternate a elementi martellati a mano, o spesso grezzi o sabbiati, nei quali l’oro appare invece diversissimo, granuloso, come fosse luccicante di micro-pepite disseminate sulla sabbia.

Daniele Gaudenzi e Mauro Longhini sono Maestri Artigiani riconosciuti dalla Regione Marche. Lo Studio A Tre è iscritto all’Albo sezione speciale Imprese artigianato artistico tipico e tradizionale, nella categoria di Orafi e argentieri ed ha ottenuto il marchio di qualità 1m – Marche Eccellenza Artigiana.

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