Posted on: 24 Giugno 2020 Posted by: Laura Ricci Comments: 0

Intervista a Manuela Bora, assessora regionale alle Attività produttive

Quanto è importante la valorizzazione dell’elemento culturale insito nell’artigianato artistico, in particolare quello garantito dal marchio 1m?

“Le Marche da sempre si caratterizzano come regione che vede una considerevole presenza dell’artigianato sia in termini quantitativi che qualitativi. Diverse sono infatti le tipologie di imprese artigiane, dalla lavorazione del vetro a quella del legno, dalla ceramica ai metalli. Troviamo anche chi tesse cestini, chi lavora la pietra, chi realizza gioielli, chi lavora la carta, eccellenze quest’ultime tipiche della nostra regione.

Tutte queste forme di artigianato sono una vera e propria ricchezza per il nostro territorio, che spesso viene sottovalutata.

Le imprese artigiane costituiscono una rete capillare e interconnessa, su cui di fatto si basa il successo dell’economia marchigiana incentrata su intuizione, impegno, sperimentazione, tradizione ed innovazione.

Consapevole di quanto importante sia il settore, sin dall’inizio della legislatura, ho voluto fortemente che la regione mettesse al centro delle proprie politiche il lavoro artigiano nelle sue diverse forme e peculiarità, e posso dire con soddisfazione che tutta la Giunta Regionale ha sposato questa impostazione, mettendo a disposizione molte risorse regionali a favore dell’artigianato, con particolare riferimento a quello artistico, tipico e tradizionale.

Come ben sappiamo il settore dell’artigianato artistico tipico e tradizionale, è formato da piccole o piccolissime imprese che producono manufatti unici, non in serie, e di grande valore aggiunto, destinati a nicchie di mercato e soprattutto con un valore emozionale che può essere colto da una clientela particolarmente sensibile ai valori della tradizione e del territorio.

I turisti che vengono a visitare il nostro territorio cercano prodotti che ricordino i luoghi visitati e che siano legati agli stessi, trasmettendo quindi  un valore esperienziale. Per raggiungere questo obiettivo, al fine di valorizzare le eccellenze del nostro territorio, il governo regionale ha voluto che le imprese e i loro prodotti fossero riconoscibili mediante un contrassegno dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale”.

Anche la personalizzazione dell’artigiano è un valore aggiunto determinante.

“Sì, è fondamentale poter vedere l’artigianato come un prodotto unico e irripetibile, non solo per il legame che si crea tra prodotto realizzato ed il  territorio di produzione, ma anche per il legame unico e personale che esiste tra il prodotto e l’artigiano, l’artista o il designer che lo hanno ideato. Si tratta, a mio avviso, di un’importante eredità identitaria dalla quale è impossibile prescindere”.

In che modo la Regione Marche attuerà questa strategia di valorizzazione culturale dell’artigianato 1m, naturalmente in stretto legame con il settore turistico?

“Mi permetto innanzitutto di evidenziare che il concetto di turismo è molto cambiato negli ultimi anni. Un tempo il turismo era concepito come una pausa ed evasione dalla routine quotidiana, oggi invece sempre più si parla di Turismo Esperienziale, un fenomeno caratterizzato dalla ricerca di un’esperienza unica, diversa ed irripetibile, mai vissuta prima, sempre meno standardizzata e sempre più personalizzata.

Nei viaggiatori/turisti di qualsiasi provenienza è cresciuta la voglia di ampliare le proprie conoscenze, di approfondire la cultura e la tradizione del luogo e di immergersi a pieno nella vita degli abitanti e nelle loro abitudini quotidiane, per tornare a casa con un ricordo memorabile.

Nel Turismo Esperienziale la differenza quindi, non la fa più tanto la destinazione, quanto le esperienze e le opportunità offerte dal territorio. Pertanto il tutto si traduce nel trasmettere l’autenticità del luogo per il tramite delle sue tradizioni storiche, culturali, gastronomiche e via dicendo. 

Le Marche, come ci insegna l’esperienza e come si ricava dalle ricerche/indagini di questi ultimi anni, è una regione da sempre apprezzata per la sua storia ed i paesaggi, per la tradizione culinaria, per i suoi borghi, quelli montani, quelli costieri e quelli alti sul mare, per le affascinanti colline, per i suoi mille teatri storici, le decine di rievocazioni storiche e anche per l’artigianato.

Per tutte queste caratteristiche, le Marche si prestano benissimo a diventare una regione con una grande connotazione esperienziale in cui il viaggiatore, da semplice turista, possa di volta in volta diventare cuoco, agricoltore, artigiano, degustatore… completamente immerso nella realtà che ha scelto di visitare.

Acquistare un’Esperienza significa, ad esempio, passare alcune ore ad impastare la pizza o le tagliatelle con la signora XX, scavare in un sito archeologico oppure partecipare a laboratori di mosaico, di italianità, di ceramica. Significa fare per poche ore qualcosa di divertente con una persona sconosciuta di cui ti fidi, perché altre persone che non conosci hanno certificato che vale la pena fidarsi di lei.

Ecco che la nascente domanda di ‘esperienze’ può e deve chiamare le pubbliche amministrazioni a un ruolo da protagonista, riprogettando i servizi culturali, turistici, artigianali, commerciali, enogastronomici e finalizzarli al turista viaggiatore.

Il Turismo Esperienziale, voglio sottolineare con forza, è una nuova prepotente richiesta del mercato turistico, che rappresenta anche un’opportunità: di crescita, di nuovi business, di lavoro, di ruolo.

Credo che la politica della giunta regionale, in modo sistemico con il territorio e con le stesse associazioni di settore, abbia ormai ben compreso come agevolare la condivisione delle esperienze sia il cuore delle strategie di marketing.

Ci si sta attrezzando, per questo, mettendo al centro di tutto l’incontro tra i ‘cittadini temporanei’ e gli abitanti. I siti web che sono nati negli ultimi anni sono tutti legati al ‘cosa fare’ e non più e non solo  al ‘cosa vedere’ o agli ‘itinerari’. Tutti mettono in relazione diretta le persone locali con i turisti.

A tal proposito, nel corso del mese di giugno, abbiamo previsto di attivare misure che incentivino iniziative di coordinamento tra il settore del turismo e quello della promozione del settore dell’artigianato artistico con particolare riferimento a:

  • Progetti finalizzati alla creazione e gestioni di centri per la commercializzazione dei prodotti dell’artigianato artistico tipico e tradizionale;    
  • Progetti di promozione dei settori produttivi regionali dell’artigianato artistico tipico e tradizionale tramite l’allestimento e la gestione di location destinate alla vendita e alla promozione delle eccellenze artigiane o l’organizzazione di visite guidate nelle botteghe dell’artigianato artistico tipico e tradizionale. I progetti devono prevedere l’apertura delle location per almeno una stagione estiva;
  • Progetti per la promozione del logotipo 1m – Marche Eccellenza Artigiana”.

Quali sono le iniziative della Regione Marche per aiutare l’artigianato artistico a ripartire nel breve e medio periodo nel dopo lockdown e nell’ambito dell’attuale convivenza con il Covid-19?

“Innanzitutto ringrazio per la domanda quanto mai pertinente e colgo questa importante occasione per annunciare che sono stati aperti i bandi riferiti alla ripartenza a seguito dell’emergenza Covid-19 del settore dell’artigianato artistico.

Nella stesura dei bandi, si è tenuto conto in particolare delle difficoltà subite dalle imprese del settore tanto che, come primo atto concreto, abbiamo aumentato le percentuali di contributo passando dal 40 al 60%.

In secondo luogo, è stata intercettata la necessità da parte delle aziende di operare sia a livello lavorativo che commerciale mediante l’utilizzo delle tecnologie informatiche. Ed ecco che sono state previste misure per il commercio elettronico, la partecipazione a fiere online, la creazione di siti web per meglio posizionarsi sul mercato.

Nello specifico  verranno attivate le seguenti misure:

  • Finanziamenti a progetti per l’ammodernamento, la ristrutturazione e il mantenimento dei laboratori in proprietà o in locazione;

  • Finanziamenti a progetti per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e brevetti;

  • Finanziamenti a progetti per la commercializzazione di prodotti”.

Quanto è importante oggi innovare l’artigianato artistico e concretizzare la necessaria rivoluzione digitale, ieri auspicata e stimolata?

“Ben consapevoli di tale necessità, abbiamo previsto una specifica misura per la creazione di  imprese artigiane altamente digitalizzate che utilizzino tecnologie e propense all’innovazione e alla competizione globale, in grado di progettare, prototipare e realizzare prodotti utilizzando nuove tecnologie e modalità produttive condivise, basate sul lavoro di gruppo, sullo scambio di conoscenze e sulla produzione, anche in piccola scala, di manufatti personalizzati e legati al Made in Italy”.

Quali saranno le misure attuate dalla Regione per incentivare e realizzare la digitalizzazione del settore dell’artigianato artistico?

“Sono usciti il 1 giugno i bandi relativi alla promozione dell’artigianato artistico nei quali sono previsti importanti incentivi alla realizzazione di shop online da parte dei singoli artigiani e finanziamenti per la partecipazione degli artigiani a fiere virtuali.

È prevista anche la partecipazione all’edizione virtuale dell’Artigiano in Fiera 2020 che si terrà il prossimo mese di dicembre a Milano.

Inoltre, sempre in collaborazione con le associazioni artigiane di categoria, saranno messi in campo importanti incentivi per la realizzazione di attività di comunicazione digitale, come visite virtuali delle botteghe, storytelling audiovisivi degli artigiani e del lavoro svolto in laboratorio, video emozionali di promozione in chiave turistica sia dell’artigianato 1m che del territorio”.